Problematiche di salute e patologie 💉

Obesità, le gravi conseguenze del sovrappeso nelle cocorite

Una delle patologie che si riscontrano più comunemente nei pappagallini come le cocorite è l’accumulo di grasso corporeo, spesso in corrispondenza della perdita di massa muscolare, che può farli diventare obesi. Questa condizione fisica non va assolutamente sottovalutata perché può portare a tante conseguenze gravi e anche mortali.

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Link Rapidi:

~ Obesità, cause e prevenzione

~ Dieta ideale e giusto esercizio fisico

~ Conseguenze dell’obesità

~ Lipidosi epatica (fegato grasso)

~ Crescita anormale becco, cosa fare

~ Cause e prevenzione del becco anormale

~ Problemi alle zampe, cura e prevenzione

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.OBESITÀ E FEGATO GRASSO

Cause dell’obesità e come prevenirla

L’obesità è una patologia molto più diffusa di quanto si pensi nelle cocorite perché molto spesso purtroppo vengono tenute in condizioni errate, si trovano a vivere in gabbie troppo ristrette in cui non possono fare il giusto movimento fisico e con una dieta squilibrata o troppo grassa. Queste sono le principali cause che portano con il tempo le cocorite a perdere la massa muscolare a favore del grasso corporeo.

Spesso nemmeno ci si accorge in tempo del problema, addirittura alcune persone credono che un pappagallino ben in carne, paffuto o peggio ancora cicciottello voglia dire che è in ottima salute, non è cosi, al contrario, quel pappagallino sta via via sviluppando una serie di conseguenze di salute che possono ridurre sia la qualità che l’aspettativa della sua vita.

Una cocorita deve avere un peso normale e condizioni di vita sane, ovviamente il peso non è uguale per tutti e può variare anche in base alla taglia, nel senso che ci possono essere cocorite di corporatura più piccola e altre un po più grande. In generale possiamo dire che un soggetto adulto dovrebbe pesare tra i 35 e i 45 grammi. Se avete il dubbio che una delle vostte cocorite sia grassottella controllate il suo peso, se va oltre i 40/45 gr è senz’altro meglio valutare la sua dieta e quanto esercizio fisico riesce a fare e nel caso intervenire modificando questi aspetti.

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Dieta ideale

In primo luogo una dieta ideale deve essere varia, equilibrata e senza eccessi, non deve basarsi solo sui semi ma essere arricchita in modo equo da alimenti freschi come verdure e frutta, alimenti proteici come uovo sodo, legumi e cereali bolliti, nelle giuste dosi, l’aggiunta razionale di un buon estruso non colorato e sarebbe ottima un integrazione naturale moderata con erbe aromatiche e prative, frutta secca moderata cosi come miele o polline, e anche aglio, aceto di mele e quanto altro riuscite a dare.

Se la dieta che offrite non è di questo genere o se le vostre cocorite tendono ad abbuffarsi di semi e mangiare meno il resto, dovete correre ai ripari e cambiare le loro abitudini alimentari, e questo lo si può fare razionando i semi e cercando il modo di invogliarle a mangiare altre cose.

Ovviamente se abituati da piccoli è molto più semplice, ma va fatto anche con gli adulti, se non si interviene per tempo ad aggiustare l’alimentazione si sviluppano problemi di salute per cui poi si rende necessario mettere proprio a dieta la cocorita, cosa che oltre a non essere facile è anche una sofferenza. Nei casi avanzati alcuni veterinari consigliano di sostituire del tutto i semi con gli estrusi, ma non è un cambio facile, soprattutto per pappagallini ben adulti, per questo credo sia meglio razionare i semi, non usare ciotole troppo grandi e non riempirle tutti i giorni, in modo che il pappagallino non possa abbuffarsi e sia invogliato a mangiare anche altro.

Vanno anche evitati tutti quegli alimenti potenzialmente dannosi e grassi come gli stick per uccelli, i pastoncini già pronti, il pane e i prodotti da forno e i semi grassi non idonei, ad esempio i semi di girasole striati e quelli neri. I semi grassi idonei invece possiamo darli con parsimonia se abbiamo cocorite non ancora troppo grasse, ma se sono già in sovrappeso meglio evitarli del tutto. Va inoltre evitato l’abuso di multivitaminici e integratori sintetici che, in presenza di una dieta varia e fresca, possono essere del tutto eliminati.

Giusto esercizio fisico

Anche l’esercizio fisico, il mantenimento e lo sviluppo muscolare sono molto importanti per prevenire l’accumulo di grasso corporeo. Una cocorita dovrebbe avere la possibilità di volare in casa almeno una mezzora ogni giorno, se questo non è possibile dobbiamo dargli una gabbia quanto più spaziosa da permettergli di fare abbastanza movimento. Come dico spesso due soggetti possono vivere in una gabbia lunga 60 cm ma non è certo l’ideale se non possono mai uscire in casa, e soprattutto se avete pappagallini che stanno ingrassando o che già sono troppo grossi dovete correggere questo aspetto. Per questo consiglio sin da piccoli di dare un minimo di addomesticamento per farli uscire, ma con pazienza e costanza possiamo farlo anche con soggetti adulti, oppure prendetegli una bella gabbia spaziosa, evitando quelle alte ma strette. Il sacrificio che voi fate in termini di spazio può allungare la vita dei vostri piumosi, quindi ne vale la pena.

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Conseguenze dell’obesità – lipomi e masse tumorali

L’obesità incide gravemente sulla salute delle cocorite e porta nel tempo alla comparsa di altre patologie serie e anche mortali. Tra queste conseguenze abbiamo la comparsa di masse anomale e tumori di vario genere come i lipomi, tumore in genere benigno, del tessuto adiposo, che appare come una massa sottocutanea, oppure lo xantoma che è invece una massa di colore giallastro che può ulcerarsi.

Queste masse anche se non sempre mortali possono essere molto fastidiose per il soggetto andando a ridurre la qualità della sua vita, possono portarlo a ferirsi e sanguinare di frequente, situazioni di stress che possono esporlo ad altre malattie. Riportare il pappagallino ad un peso normale può aiutare a ridurre la massa fino anche a farla sparire, altrimenti, nei casi più gravi occorre un’asportazione chirurgica, operazione tuttavia rischiosa e non sempre fattibile se il soggetto presenta altri sintomi debilitanti.

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Problemi al fegato – lipidosi e insufficienza epatica

Come se ciò non fosse già grave una delle conseguenze più serie dell’obesità sono i danni che questa causa al fegato, fino a sviluppare una lipidosi epatica, detta anche fegato grasso, patologia in cui il grasso si infiltra nel tessuto epatico, nel fegato appunto, e ne impedisce il normale funzionamento. Se non viene curata o diagnosticata in tempo la lipidosi degenera fino a causare una vera e propria insufficienza epatica che nei casi ormai terminali diventa cirrosi epatica, quando cioè tutte le cellule epatiche sono state distrutte e il fegato non funziona più, condannando il soggetto alla morte.

La lipidosi epatica comporta a sua volta altri problemi seri come una cattiva coagulazione del sangue, questo perché il fegato non funziona correttamente e non riesce a produrre agenti coagulanti, e questi soggetti possono andare incontro a sanguinamenti intensi o peggio ancora emorragie interne che potrebbero anche ucciderli.

Non solo, è stato riscontrato spesso come i disturbi epatici possono essere collegati anche ad un eccessiva secchezza delle pelle che porta il pappagallino a grattarsi molto, cosi come ad avere un piumaggio spento, unto e non molto ordinato, oltre a casi di crescita anormale delle unghie e del becco.

In alcuni casi la comparsa di questa patologia può essere rintracciata nella presenza di grasso anomalo sull’addome, sui fianchi e sul petto. In presenza di altri sintomi possiamo ricorrere ad un esame del sangue per valutare l’insufficienza epatica, tuttavia lo strumento più accurato è la biopsia epatica, esame però invasivo che necessita di un’anestesia generale e non sempre è possibile farlo, soprattutto se il soggetto a causa dei vari sintomi è già in cattive condizioni.

Tuttavia è bene ricordare che le patologie e i danni al fegato possono svilupparsi anche solo in presenza di una cattiva dieta, e cioè senza che il pappagallino accumuli visivamente particolare grasso, quindi cercate sempre di offrire una dieta adeguata oltre al giusto movimento.

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.CRESCITA ANORMALE DEL BECCO

Come intervenire sul becco

Come detto in precedenza i problemi al fegato possono portare diverse altre conseguenze come la crescita anomala delle unghie e anche del becco, con il rischio che il pappagallino non riesca più a svolgere azioni normali, come rosicchiare, sistemarsi le piume e peggio ancora nutrirsi, rischiando quindi di morire. In questo caso è necessario intervenire, ma con ancora più accortezza del semplice taglio delle unghie, in quanto non solo anche in una parte del becco, come per le unghie, arrivano dei capillari, ma sbagliare il taglio potrebbe causare conseguenze ancora più gravi, per questo consiglio caldamente di rivolgersi al veterinario, soprattutto per chi non l’ha mai fatto, non si sente affatto sicuro o in quei casi in cui il becco non solo è cresciuto troppo ma si è anche deformato, e in generale se e la prima volta che succede a quel determinato soggetto.

Il veterinario provvederà a tagliare il becco e ridargli una forma corretta, importante affinché il pappagallino possa continuare a svolgere una vita normale e per la futura ricrescita.

Chi ha invece pratica e fermezza nel prendere e tenere bene ferme le cocorite e vuole intervenire da se, anche se lo sconsiglio, deve ricordarsi di procedere gradualmente e con cautela, con delle tronchesine ad uso umano o apposite per animali, tagliando piccoli pezzettini alla volta, anche in questo caso ci si può aiutare nel vedere i capillari mettendo il becco contro luce, alla fine si può con delicatezza e facendo sempre attenzione ultimare il tutto con una piccola limata.

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Altre cause e prevenzione della crescita anormale del becco

Aggiustare il becco non basta a risolvere il problema, bisogna anche rintracciare le cause per prevenire o quanto meno limitare la continua crescita. Oltre ai disturbi epatici il becco potrebbe crescere in maniera anomala anche a causa di altri fattori come un’infestazione da acari, tramite la scabbia, soprattutto se non curata, oppure essere un difetto genetico ereditario o, come a volte per le unghie, per mancanza di elementi con cui limare il becco in maniera naturale. Nel corso della vita il becco cresce e si rinnova, ma se alle cocorite mancano oggetti da rosicchiare e la dieta è monotona sarà molto difficile mantenere il becco in forma, per questo sono altrettanto importanti posatoi e giochi in legno, ossi di seppia e blocchetti minerali, alimenti freschi di varie consistenze e tutto ciò che può essere rosicchiato in maniera sana e sicura.

Per prevenire questo problema dobbiamo quindi valutare bene quale può essere la causa esatta e agire di conseguenza. I disturbi epatici vanno curati a dovere tramite una giusta dieta, una vita attiva e se necessario anche con cure specifiche. Anche la scabbia richiede un trattamento apposito. Se poi non risultano cause patologiche e se gli oggetti da rosicchiare non mancano potrebbe essere un problema genetico e in quel caso consiglio di non far riprodurre quel soggetto, sia per evitare che trasmetta il problema alla prole, sia per non aggravare il suo stato fisico con ulteriore stress. Se poi avete dubbi la cosa migliore da fare è una consultazione con un veterinario che potrà attraverso gli accertamenti del caso stabilire con sicurezza il problema e la cura più adatta.

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.PROBLEMI ALLE ZAMPE

Riconoscerli e intervenire

L’accumulo di grasso corporeo in concomitanza di un’alimentazione errata, il poco movimento e a volte anche accessori non idonei non comporta solo il grave rischio di danneggiare gli organi interni del pappagallino ma può anche portarlo a sviluppare seri problemi alle zampe.

Non sono rari casi in cui si sviluppano duroni, calli, pelle ispessita o troppo secca, piaghe che possono arrivare a spaccarsi con il rischio di infezioni e in situazioni gravi anche paralisi completa dell’arto, oltre a patologie come la gotta. Sarebbe opportuno nei casi già visibilmente seri fare un immediato controllo veterinario e va anche valutato come intervenire per prevenire che il problema si ripresenti o si aggravi.

Disturbi lievi

Nei casi lievi, in cui ci accorgiamo che qualcosa non va ad una zampetta, se si è arrossata o la pelle sembra anomala, spessa o piatta, consiglio, se non ci sono anche ferite, di fare un lavaggio in acqua tiepida a cui è stato aggiunto del bicarbonato di sodio, in parte per stimolare la circolazione sanguigna e in parte per ammorbidire la pelle che se ispessita in modo anomalo potrebbe dare fastidio o spaccarsi. Possiamo eventualmente anche fare un piccolo massaggio, se il piumoso lo consente e non risulta eccessivamente stressato. Al termine possiamo applicare un pochino di olio d’oliva o di olio di mandorle dolci che va a nutrire ed idratare la pelle e prevenire la secchezza che potrebbe portare alle lesioni. Questo trattamento andrebbe ripetuto una o due volte al giorno per alcuni giorni consecutivi e se si denota un effettivo miglioramento, altrimenti rivolgersi al veterinario.

Bisogna poi valutare cosa ha portato a questo disturbo e intervenire di conseguenza, le cause più frequenti come dicevamo possono essere una dieta errata, carente di vitamine ed eccessivamente grassa, va da se che bisogna correggerla il prima possibile come già abbiamo visto ad inizio pagina. Anche una mancanza di movimento che comporta un sovrappeso che danneggia gli arti. Ma anche l’uso di accessori errati come posatoi solo in plastica o posatoi tutti uguali, non va assolutamente bene, i posatoi devono essere tutti o quasi in legno, devono avere un diametro adatto e devono anche variare di misura e forma, potete approfondire nella pagina Alloggiamento.

Disturbi gravi

Nei casi più gravi in cui la zampetta presenta lesioni, spaccature sanguinanti, gonfiore anomalo, bolle ulcerate o con pus è necessario un controllo veterinario per procedere al più presto al trattamento idoneo che potrebbe richiedere, oltre all’uso di un farmaco, talvolta in crema, anche un intervento chirurgico più risolutivo. È quindi inutile tentare rimedi fai da te che potrebbero non essere utili e peggio ancora aggravare la situazione.

Sintomi come rigonfiamento, zampe deformate, talvolta dolore acuto, zoppia e anche la presenza di una patina biancastra sulle feci possono indicare che si tratti di gotta, patologia infida che può derivare da un’infiammazione cronica e spesso collegata a disturbi alimentari che influiscono con il normale metabolismo dei nutrienti, è importante ai primi segnali rivolgersi ad un veterinario, in primo luogo per accertare che si tratti di tale patologia, ad esempio tramite radiografia per individuare i cristalli di urati che si formano a ridosso delle articolazioni in questi casi, e poi per stabilirne l’effettiva gravità e come intervenire al meglio, dato che più è avanzato lo stato della malattia minori sono le probabilità di salvezza.

È consigliato per i soggetti colpiti da questa patologia alleggerire la dieta non solo in termini di lipidi ed eliminando alimenti non sani, oltre a non abusare di integratori sintetici di vitamine, ma anche in termini di proteine, perché talvolta anche un eccesso proteico può portare alla malattia, per questo dico spesso che una dieta varia deve essere ricca ma equilibrata, senza cioè eccessi. E anche in questo caso sarebbe bene usare integratori naturali di rinforzo e depurativi per il fegato, come il cardo mariano o specifici disintossicanti.

Possiamo affermare che, anche l’aspetto delle zampette può indicarci lo stato di salute di una cocorita ed è un fattore da non sottovalutare anzi, sarebbe buona norma controllare periodicamente la base delle zampe, se possibile prendendo tra le mani la cocorita altrimenti potete sfruttare quei momenti in cui si appendono alle sbarre della gabbia, magari invitandole a farlo con qualcosa da mangiare o un giochino.

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