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Risposte rapide alle domande più frequenti sul mondo delle cocorite

Ho avuto modo nel corso degli anni di leggere tante domande e storie, notando spesso che ci sono situazioni e problematiche simili a molti che maggiormente richiedono supporto, ho cosi cercato di individuare argomenti di utilità comune e ho racchiuso in questa pagina le risposte alle domande più frequenti su questi argomenti, le classiche faq appunto, frequently asked questions ovvero ‘domande poste frequentemente’ che le persone in genere fanno, le ho suddivise per categorie in ordine alfabetico sperando di rendere più intuitiva e veloce la vostra ricerca.

Guida Rapida:

ABCDEFG • H • ILMNOPQRST • U • V • Z

.A

ALIMENTAZIONE

D: cosa possono mangiare le cocorite?

R: possono e anzi devono mangiare oltre ai loro semi, verdura, frutta, legumi, cereali e possibilmente dei buoni estrusi. Nella pagina Alimentazione trovate una lista completa degli alimenti che le cocorite possono mangiare, con indicazioni su modo, quantità e frequenza;

D: ci sono alimenti che piacciono di più?

R: si potrebbe dire le spighe di panico e le verdure a foglie verdi che ottengono di solito da subito maggiore interesse, ma in generale non ci sono alimenti che al 100% piaceranno subito a tutti perché come ogni cocorita ha il suo carattere cosi ha i suoi gusti, inoltre può dipendere anche dall’ambiente da cui proviene e quindi a quali alimenti è stata abituata fin dalla nascita, perciò quello che una cocorita mangia più volentieri potrebbe non essere la stessa cosa per un’altra, la cosa più importante è non fargli mai mancare niente;

D: non riesco a fargli mangiare altri alimenti oltre i semi come posso fare?

R: bisogna insistere anche all’infinito se necessario con pazienza, tutti i giorni, provate ad offrire gli alimenti in formati diversi, a foglie, a pezzi grandi, tritati, frullati, sminuzzati, per esempio le mie cocorite non mangiano la carota a pezzi sani ma frullata o grattugiata ne vanno matti tanto da ripulire le ciotole, provate ad un unire cibi nuovi insieme ad altri alimenti per cui dimostrano più interesse, tranne i semi altrimenti mangerebbero quelli e scarterebbero il resto. Continuate finché non otterrete risultati, stessa cosa per gli estrusi, perché è di fondamentale importanza per la loro salute variare la dieta;

D: possono mangiare il pane?

R: si ma è da evitare, potrebbero mangiare un po di pane indurito ammorbidito con acqua o succo d’arancia appena spremuto, soprattutto se è un pane integrale e naturale, e soprattutto se parliamo di cocorite che vivono all’esterno in grandi spazi o che comunque fanno molto movimento, tuttavia il pane in generale non è un alimento che fa bene e di cui hanno bisogno, inoltre è molto facile cadere in abusi dannosi che può portarli all’obesità e quindi a sviluppare patologie gravi, in molti casi è stato riscontrato come la comparsa di malattie e tumori corrispondeva all’uso di questo tipo di alimento nella loro dieta, per questo è assolutamente da evitare;

D: meglio l’uovo o un biscotto all’uovo per uccelli?

Rmeglio l’uovo sodo, è difficile se non impossibile trovare dei buoni biscotti all’uovo per uccelli che siano abbastanza freschi e non contengano conservanti e coloranti, ma consiglio sempre di evitarli a prescindere, non vale proprio la pena spendere soldi per un alimento simile, l’uovo sodo è molto più genuino e nutriente, può essere dato ogni tanto anche in estate, ottimo nei periodi invernali e durante lo svezzamento dei pulli;

D: perché dicono che la lattuga può fare male?

R: la lattuga di per se non fa male e può essere data una e soltanto una volta a settimana, tuttavia è un tipo di insalata che ha una foglia molto tenera e questo la rende particolarmente lassativa, di conseguenza basta esagerare un po nella quantità o non asciugarla nel modo corretto per far incorrere le cocorite in disturbi intestinali che possono dar seguito a diarrea e problemi anche più gravi, per questo consiglio di alternarla ad altri tipi di insalate come la rucola, la scarola, il radicchio, la valeriana e cosi via. Molte persone confondono l’insalata in generale con la lattuga, ma la lattuga è solo “un tipo” di insalata e se ne usate tante altre ogni mese la lattuga potreste anche evitarla o comunque non necessariamente dare anche quella ogni mese;

ACQUA

D: posso dare alle cocorite l’acqua del rubinetto?

Rdipende dall’acqua che avete a disposizione, se non è inquinata o troppo calcarea e se non avete problemi di tubature che sporcano l’acqua o presenza troppo massiccia di metalli pesanti dannosi per gli organismi, potete usarla, ma se non siete sicuri, se nemmeno voi la bevete perché non vi ispira fiducia meglio usare un’acqua filtrata o imbottigliata. Ricordate che acqua potabile non vuol dire necessariamente buona da bere ma solo che le quantità di agenti chimici aggiunti rientrano in quelle previste per legge, molti acquedotti vengono puliti con il cloro, incolore e inodore, che permette di avere un’acqua del rubinetto all’apparenza pulita ma non sempre salutare perché spesso si eccede con i dosaggi del disinfettante, come se bevessimo acqua e varecchina per intenderci, questa sostanza non va via nemmeno con la bollitura che uccide solo microbi e batteri. Ci sono poi le problematiche di inquinamento dei terreni, le sostanze nella terra filtrano e in alcune zone vanno a finire nelle falde acquifere che versano l’acqua nelle nostre case, insomma è un discorso molto particolare e andrebbe esaminato da regione a regione, zona a zona, vi invito perciò a fare attenzione per la salute delle vostre cocorite ma anche per la vostra (mi permetto di fare questo discorso perché ho lavorato diversi anni in un’azienda che si occupava di trattamento acque sia a livello industriale che privato). Se usate acqua in bottiglia vi consiglio di fare attenzione al valore di conducibilità, potete vederlo in etichetta, preferite un’acqua con un valore basso perché più è alto più indica la presenza di metalli pesanti che con il tempo si depositano nell’organismo e possono provocare danni, un pericolo per noi persone figuriamoci animali cosi piccoli. Vi ricordo inoltre di aggiungere all’acqua del beverino, almeno un paio di volte a settimana, tre/quattro goccia di aceto di mele, che purifica ulteriormente l’acqua, disinfetta il gozzo delle cocorite e contiene minerali, vitamine e altre sostanze utili, è quindi un ottimo integratore naturale;

ANTIPARASSITARIO

D: è indispensabile usare un antiparassitario? se si quale e come?

R: non è del tutto indispensabile perché già una buona igiene aiuta a prevenire la formazione di parassiti tuttavia è buona norma usarlosoprattutto se si alleva all’esterno, e possono entrare in contatto con altri animali perché, come per i cani e i gatti che vivono con noi e possono essere soggetti a parassiti vari, così i nostri pappagallini, quindi è senz’altro utile e consigliabile l’uso periodico di un apposito antiparassitario. Ed è bene usarne uno specifico per uccelli come ad esempio il foractil spray per uccelli, che io personalmente uso da anni, oppure l’acarene spray della candioli, o anche lo spray della chemifarma. L’antiparassitario può essere spruzzato su gabbia, accessori (tranne quelli in legno e quelli dove vanno cibo e acqua), pareti, e in casi particolari e a dovuta distanza di sicurezza anche sulle cocorite, ovviamente essendo un antiparassitario e come tutti i prodotti chimici può essere tossico se se ne abusa o si usa nel modo sbagliato quindi abbiate sempre cura di non esagerare con la frequenza e il dosaggio, e se avete dubbi prima di usarlo chiedete informazioni. Va detto che se le cocorite sono ben nutrite e si cura bene l’igiene questa è già una corretta prassi antiparassitaria. Ricordo inoltre che nel caso di soggetti gravemente infestati non ci sono soluzioni fai da te se non quella di portarlo dal veterinario e ovviamente fare una profonda pulizia di gabbia e accessori, nonché valutare se l’alimentazione è carente e quindi migliorabile;

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.B

BAGNETTO

D: è indispensabile per le cocorite fare il bagnetto?

R: non è strettamente indispensabile ma è altamente consigliabile, in quanto il bagnetto oltre che rinfrescarle nei periodi caldi le aiuta a mantenere il piumaggio pulito e la cute sana. Sarebbe buona norma se si hanno cocorite restie a fare il bagnetto in apposite vaschette, farglielo noi, ovviamente nei periodi e orari più caldi, usando un vaporizzatore, evitando di spruzzarli direttamente sul muso, consiglio di aggiungere all’acqua alcune gocce di aceto di mele molto utile a pulire cute e piumaggio e anche a tenere lontani i parassiti, in vaschetta ottima aggiunta anche un po’ di bicarbonato di sodio che aiuta a pulire la pelle e rende il piumaggio più lucido;

BERE

D: non vedo mai le mie cocorite bere? oppure, le mie cocorite bevono poco è normale?

Rdipende, in generale sono animali che non bevono molto ma ovviamente anche loro hanno bisogno di acqua, quindi è normale fin tanto che pur non vedendole bere avete la certezza che lo facciano e che la loro dieta sia abbastanza varia con alimenti freschi da cui il corpo ne ricava liquidi e che loro mangiano tranquillamente, ed è normale se si tratta di soggetti presi da poco e che devono ancora abituarsi al nuovo ambiente, sarebbe invece preoccupante e non normale se avete la certezza che non bevono proprio mai ne mangiano altro oltre i semi, in questo caso vi invito a rivolgervi al veterinario;

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.C

CONVIVENZA

D: le cocorite possono convivere con altri uccelli?

Rdipende dal tipo di uccello e dallo spazio che avete a disposizione, ad esempio potrebbero convivere con le calopsitte che pur essendo pappagallini più grandi hanno un carattere talmente docile da non essere un pericolo per le cocorite, ma non possono convivere con gli agapornis (gli inseparabili per intenderci) che hanno invece un carattere più impervio e potrebbero essere troppo aggressivi, se non con altri pappagalli potrebbero convivere avendo il giusto spazio con passeriformi tipo canarini e diamantini, tuttavia parliamo di avere a disposizione voliere molto grandi e non semplici gabbie per appartamento, inoltre dobbiamo considerare che specie diverse hanno alimentazioni e bisogni pratici diversi e quindi farli convivere nella stessa gabbia potrebbe essere difficoltoso sia per noi per gestirli che per loro nel vivere serenamente. La convivenza è quindi teoricamente possibile tra specie mansuete e con bisogni simili, ma praticamente potrebbe risultare molto scomoda in casa, se si hanno diversi tipi di uccellini consiglio di avere per ognuno la propria gabbia e magari lasciarli insieme uscire in casa, senza complicarsi troppo la vita;

COMPORTAMENTO

D: la mia cocorita ha un comportamento ‘strano’ cosa devo fare o cosa significa?

R: ogni comportamento anomalo deriva da un fattore esterno, nessuna cocorita è ‘pazza’ ma se si allevano nel modo sbagliato ne consegue anche un’instabilità psichica, a parte rari casi in cui abbiamo problematiche di salute che pregiudicano il comportamento dei pappagallini, i problemi comportamentali nella maggior parte dei casi derivano da errori umani, per questo bisogna informarsi bene su come gestirle. Le anomalie possono derivare da cambiamenti nella loro condizione di vita, che possono essere uno spostamento della gabbia, l’inserimento di un nuovo soggetto o di un nuovo accessorio in gabbia, oppure un malessere derivato dal clima, dal cibo, dalla solitudine, insomma le cause possono essere varie e molteplici e la cosa migliore da fare è definire cosa può essere cambiato da quando il comportamento anomalo è iniziato ed andare per esclusione per capire quale può essere la causa e quindi la soluzione migliore, se anche facendo cosi non si arriva ad un risultato meglio consultare un veterinario che potrà andare a valutare problematiche di natura medica;

CONSIGLI

D: ho da poco comprato delle cocorite ma non ne so nulla sulla loro gestione cosa mi consigli?

R: forse una delle domande più frequenti che mi sono state poste nel corso degli anni e anche se sembra banale o riduttiva la risposta migliore che posso dare è senza dubbio di leggere per bene il mio sito, ma non perché l’ho scritto di mio pugno, ma perché è una guida completa e realizzata proprio per darvi tutto le informazioni necessarie senza correre il rischio di dimenticare qualcosa;

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.D

DORMIRE

D: le cocorite hanno bisogno di dormire? quanto dovrebbero dormire?

Rsi, le cocorite, come tutti i pappagalli in generale, hanno bisogno di molte ore di sonno, dormire serve per scaricare lo stress accumulato durante la giornata, sono animali che producono molto cortisolo, l’ormone dello stress appunto, che se in eccesso può renderli non solo molto irrequieti e aggressivi ma anche abbassare le difese immunitarie esponendoli a rischi di salute, ma durante il sonno i livelli di questo ormone scendono per questo è importante che riescano a dormire bene per almeno 10/12 ore al giorno, tra il sonno notturno e qualche riposino durante il giorno, consiglio quindi di alloggiarle in un luogo dove ad una certa ora di sera possono stare tranquille, non ci siano più rumori e dove si possa spegnere la luce e non correre il rischio che vengano disturbate e svegliate all’improvviso;

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.E

ETÀ

D: come si riconoscere l’età delle cocorite?

R: superato l’anno quantificare con esattezza l’età di una cocorita non è del tutto fattibile ma sicuramente è facilmente riconoscibile un soggetto giovane che abbia meno o poco più di sei mesi da un adulto. Lo possiamo notare per prima cosa dalle ondulatore sulla testa che nei soggetti giovani sono molte e ben visibili a partire dalla fronte, prendendo tutto il capo, questo indica che il pappagallino non ha più di quattro mesi, mentre nei soggetti più grandi sono sempre più rade e quasi del tutto assenti sulla fronte partendo da dietro la nuca. Un pappagallino di pochi mesi ha inoltre un becco che tende all’arancione e man mano che cresce tende invece al giallo/verde. Anche le zampette in un soggetto giovane sono meno rugose rispetto ad un soggetto adulto. Altro dettaglio è il colore della cera, nei giovani maschi al di sotto dei sei mesi è in genere rosa compatta o rosa violacea, mentre nelle giovani femmine è bianca e azzurrina, fatta eccezione per alcune mutazioni in cui la cera dei maschi resta rosa anche da adulti. E poi altra caratteristica distintiva è l’iride nell’occhio, ovvero quell’anello bianco che potete osservare intorno alla pupilla, inizierà ad essere visibile dai sei mesi in poi, diventando ben definito dopo gli otto mesi, a parte alcune mutazioni particolari in cui a prescindere dall’età l’iride non sarà ben definito.

ESTRUSI

D: è indispensabile usare gli estrusi?

R: nelle diete carenti si, cioè se mangiano solo semi, ma in generale ritengo che sia sempre consigliabile, sono i veterinari stessi a consigliarli, soprattutto se non si riesce a variare la dieta e le cocorite mangiano solo semi e quindi si rischiano col tempo gravi carenze vitaminiche, invece di ricorrere troppo spesso ai multivitaminici che possono far male è senza dubbio meglio usare gli estrusi. Ma sono utili anche per chi offre una dieta varia ben apprezzata, per essere certi che tutti assumano allo stesso modo abbastanza vitamine e nutrienti. Come ho spiegato nella pagina dell’alimentazione gli estrusi sono crocchette complete e bilanciate, sicure a livello batterico e altamente digeribili, ovviamente parliamo di prodotti di qualità, a mio avviso però, e anche il mio veterinario ne è d’accordo, è bene usarli come integratori e non sostitutivi totali di altri alimenti. Molte persone infatti temono l’uso degli estrusi perché alcuni nutrizionisti animali e produttori consigliano di usare solo questi togliendo del tutto semi e alimenti freschi, di conseguenza se ne farebbe un uso enorme e non credo realmente sano, l’uso che ne consiglio, come faccio io da anni senza problemi, e che credo sia il più corretto, è di semplice integrazione, ovvero una quantità controllata, che loro hanno sempre a disposizione, cosi che in un mese ne consumino una porzione moderata senza esagerazioni o abusi potenzialmente dannosi. Ricordiamo che qualsiasi alimento se dato con esagerazione può far male a prescindere che sia del tutto naturale o confezionato.

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.F

FUGA

D: mi è scappata una cocorita cosa posso fare?

R: per prima cosa, se il periodo lo consente, avvicinare la gabbia alla finestra o al balcone in modo che il soggetto o i soggetti fuggiti possano sentire i richiami di chi è rimasto potrebbe essere di grande aiuto, è molto difficile purtroppo che una cocorita riesca ad orientarsi e tornare indietro ma magari se sente i versi di altre cocorite può esserne attirata, si potrebbe provare anche con un file audio. Consiglio anche di mettere delle spighe di panico e dei semi in bella vista per attirarli, e poi senza dubbio andare subito a cercarli se parliamo di un evento appena accaduto. Un pappagallino spaventato e disorientato può allontanarsi molto in fretta quindi fare una ricerca subito dopo la fuga può essere fondamentale, più il tempo passa più è difficile che torni in zona, anche se ovviamente mai dire mai. Se non si riesce a trovarlo nell’immediato consiglio di spargere la voce tra i vicini, o fare dei volantini, sperando che se qualcuno onesto e di buon cuore lo trovi lo possa riportate a casa. Purtroppo materialmente non c’è molto altro che si possa fare, nella maggior parte dei casi quando una o più cocorite scappano è difficile ritrovarle, però ci sono stati anche casi in un cui è successo quindi non bisogna perdere la speranza. Voglio ricordare inoltre di fare molta attenzione ai pericoli di fuga perché oltre al grande dolore e dispiacere di perdere uno o più dei nostri pappagallini c’è la paura delle conseguenze, il mondo esterno è pieno di pericoli per loro e se nessuno li trova potrebbero morire di fame, per il clima o predati da altri animali;

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.G

GABBIA

D: che tipo di gabbia e di quali misure è meglio usare per le cocorite?

R: di sicuro la forma migliore per una gabbia in cui le cocorite dovranno vivere è quella rettangolare, non importa molto quanto alta sia una gabbia, se non hanno spazio in larghezza l’altezza non serve a nulla, le gabbie alte e strette fanno gola perché occupano relativamente poco spazio e si pensa invece di offrirne molto alle cocorite, ma non è cosi, quindi concentratevi su gabbie a sviluppo orizzontale, quelle con altre forme tipo tetti a casetta, ovali o varie possono essere usate come gabbie per le emergenze, per fare la quarantena o come trasportino, insomma per periodi di tempo limitati. Ed è assolutamente indispensabile che sia grande almeno o più di 60 cm di larghezza per una coppia, ma più grande se non avete solo una coppia e se non escono mai dalla gabbia;

GRIT

D: è utile usare il grit? perché qualcuno lo usa e altri dicono che fa male?

R: no non è del tutto utile e si può fare male, ovviamente bisogna specificare come e perché. Il grit nell’allevamento dei pappagalli non è di grande utilità perché la sua funzione principale dovrebbe essere quella di integratori di calcio e minerali e ci sono integratori in questo senso più sicuri da usare. Nei test e nelle ricerche svolte a riguardo non è stata dimostrata l’utilità assoluta del grit mentre sono stati registrati casi in cui ha causato danni e problemi di salute anche letali, soprattutto anche per il motivo che spesso se ne confondono i tipi e lo si USA nel modo sbagliato, è infatti importante distinguere i tipi di grit che troviamo in commercio, nello specifico quello insolubile, è assolutamente da evitate, mentre quello solubile, può essere usato come integratore di calcio ma in piccole dosi perché se dovessero abusarne potrebbe causare problemi, quindi in considerazione di tutto questo consiglio di non stare a dannarsi sull’uso o meno del grit ed evitarlo del tutto scegliendo invece un buon integratore di calcio e sali minerali, più sicuro e più efficiente;

GENETICA

D: in cosa consiste la genetica delle cocorite?

R: consiste nelle regole comportamentali dei geni delle cocorite che caratterizzano ogni soggetto, ogni cocorita ha un fenotipo, ovvero caratteristiche genetiche visibili all’occhio, e un genotipo, ovvero caratteristiche non visibili, che si differenziano a loro volta in caratteri dominanti, recessivi e sessolegati, ognuno con il proprio comportamento genetico, quando questi caratteri si incontrano tramite i genitori in base a questi comportamenti ne ritroveremo altri nei figli, ad esempio un carattere dominante per essere trasmesso alla prole basta averlo in uno dei due genitori mentre un carattere recessivo ha bisogno di ritrovarsi in entrambi, discorso simile per le tonalità di colore, in base all’incrocio dei genitori si differenziano le tonalità di colore dei figli. Certo non è certo un discorso che si può riassumere in poche parole e perciò invito chi vuole approfondirlo nel dettaglio a visionare la pagina Genetica e Mutazioni. Tuttavia per allevare bene le cocorite non è fondamentale conoscere la loro genetica, potrebbe essere invece utile nel caso si vogliano fare dei particolari accoppiamenti e selezioni;

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.H

.I

INTEGRATORI

D: è indispensabile usare integratori?

R: se parliamo di integratori naturali assolutamente si, ma ritengo che opportunamente dosati anche integratori commerciali siano molto utili in determinate circostanze, molte persone quando si parla di integratori pensano spesso a qualcosa di sintetico o chimico, ma l’integrazione migliore che possiamo e dobbiamo dare alle cocorite sono sostanze naturali, piante e alimenti che possiamo trovare facilmente già nelle nostre dispense e che date nei periodi giusti, nelle dosi giuste e con le modalità giuste offrono un ottima e genuina integrazione alla dieta delle cocorite, indispensabile per mantenerle in salute. Ci sono poi integratori che troviamo in commercio che se di buona marca e di buona composizione possono essere molto utili in particolari casi e quindi da tenere in considerazione;

INANELLAMENTO

D: è obbligatorio inanellare le cocorite?

Rno, essendo animali molto diffusi in cattività e non soggetti a protezione cites, ovvero le normative legali che regolano la detenzione e la vendita di animali esotici, non hanno bisogno di essere inanellati, può però essere utile per chi partecipa a gare e mostre, in quel caso deve essere un allevatore iscritto ad un’associazione ornitologica e deve registrare i propri soggetti, oppure per chi semplicemente ha un vasto allevamento ed ha bisogno di registrare anni di nascita o altro. Tuttavia consiglio, se non si hanno esigenze particolari, di non mettere gli anellini alle cocorite perché, anche se non di frequente, l’anello può comunque comportare alcuni rischi, ad esempio una femmina vedendolo estraneo può aggredire i pulli che lo portano, oppure possono restare impigliati e farsi molto male nel tentativo di liberarsi, oppure ancora gonfiori agli arti col fischio di ferite serie. Nel caso si avesse dei soggetti inanellati e dovesse capitare un qualche incidente, che magari richiede anche una medicazione, portateli dal veterinario e fate togliere l’anellino;

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.L

LITIGI

D: le cocorite litigano tra loro cosa posso fare? si sono ferite litigando cosa devo fare?

R: per quanto animali sociali e socievoli la convivenza serena dipende anche dallo spazio e dagli elementi naturali che riusciamo ad offrire in modo da arricchire la loro vita e non portarli a nervosismi e scontri. Ovviamente può capitare, soprattutto per chi ha più di due soggetti, sa come sia facile nel corso della giornata il verificarsi di bisticci, per il cibo, per i giochi, in generale nulla di grave o che non sappiano risolvere da soli, ma quello a cui dobbiamo fare attenzione e intervenire è quando da semplici litigi che finiscono subito si verificano vere e proprie aggressioni continue e serie che potrebbero portare anche a ferimenti, in quel caso va valutato il perché dei litigi, a volte ci sono troppi soggetti in una gabbia troppo piccola, in quel caso o si compra una gabbia più grande o si separano i soggetti, non si può pretendere che si adattino ad una condizione per loro non giusta. Oppure possono nascere attriti se ci sono troppe femmine con pochi maschi, situazioni tra l’altro molto pericolosa, o nel caso opposto, anche se il secondo è un caso meno frequente ma possibile, le gelosie per ottenere e mantenere un partner possono portare i pappagallini a litigi anche violenti ed è bene in quei casi o separare la coppia o aggiungere altri soggetti del sesso necessario a ristabilire un equilibrio, ovviamente anche in questi casi va tenuto conto dello spazio. Le cocorite potrebbero anche litigare per contendersi cibo e giochi ed è quindi importante la dove si hanno molti soggetti offrire il numero giusto di accessori che devono essere abbastanza per accontentare tutti ma non troppi da riempire eccessivamente e inutilmente la gabbia.

Se poi i litigi hanno portato a ferimenti è importante valutare la gravità delle ferite e quindi capire se possiamo medicarle da noi, ho spiegato come e con cosa nelle pagine di Salute e prevenzione, oppure è il caso di rivolgersi al veterinario per farle controllare e curare. Non prendete sotto gamba piccole ferite, soprattutto se li avete all’esterno perché anche una ferita banale se si infetta può portare a problemi più seri. Inoltre può essere utile, soprattutto se la ferita è dolorante e crea difficoltà di movimento o di vita tranquilla insieme agli altri, spostare il soggetto ferito e tenerlo separato fino alla completa guarigione, in modo che nessuno lo disturbi aggravando le sue condizioni e ritardando la convalescenza. Per questo dico spesso che è importante avere da parte una gabbietta per le emergenze;

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.M

MUTA

D: quando vanno in muta le cocorite e quanto dura? come capisco che sono in muta e se tutto è normale?

R: non c’è un periodo ben definito, nelle cocorite a differenza di altri uccellini possiamo dire che c’è un continuo ricambio di piume che però raggiunge il massimo in determinati periodi che variano in base alla loro età e seguono determinati cicli, in cui dalla sporadica perdita di piume si passa ad un perdita più consistente e quindi un ricambio completo. Come spiegato nel paragrafo cinque della pagina riguardante la Riproduzionela prima vera muta avviene intorno ai sei mesi d’età, in alcuni soggetti anche un po prima o un po dopo, ma in generale dopo i sei/sette mesi hanno rinnovato il loro piumaggio. Dopo la prima muta la seguente avverrà ogni dieci o dodici mesi, ogni cocorita è differente, quindi in generale possiamo dire che faranno una muta completa all’anno. La muta in genere dura dai 15 ai 20 giorni e ce ne possiamo accorgere per la perdita maggiore rispetto al solito di piume e poi per alcuni aspetti fisici, potremmo notare quelli che comunemente si chiamano spuntoni, ovvero le cannule dal quale stanno per uscire le nuove piume, e in generale avere un piumaggio più disordinato del normale. Questo periodo risulta particolarmente stressante ed è quindi importante, per aiutarli, somministrare una dieta più ricca di proteine, vitamine (in particolar modo la vitamina B8 conosciuta più comunemente come biotina e la B9 ovvero l’acido folico) e aminoacidi, possibilmente con integratori naturali, ad esempio l’uovo sodo che è particolarmente ricco di biotina, i lieviti, ovviamente per uccelli, anche frutta secca, legumi, carote e mele, in questi alimenti troviamo anche una buona dose di acido folico, cosi come in generale nelle verdure a foglie verdi, e poi nel polline e negli agrumi. Se poi avete difficoltà nel variare la dieta oppure vi trovate in presenza di mute forti con zone quasi spiumate e piene di spuntoni possiamo eventualmente ricorrere ad integratori già predisposti come ad esempio il MutaVit della Oropharma oppure il Nekton Bio, o il Ribes pet gocce. Se oltre alla perdita consistente di piume la cocorita appare più apatica del solito e il sintomo persiste anche a muta completata e malgrado la somministrazione degli appositi integratori dobbiamo indagare meglio sul suo stato di salute ed eventualmente farle fare un controllo veterinario.

MUTAZIONI

D: come faccio a sapere di che mutazione sono le mie cocorite? come posso ottenere una particolare mutazione in riproduzione? e come faccio a sapere che mutazioni potrei ottenere da una coppia?

R: come avrete visto dal menù a lato ho elaborato nell’apposita pagina della Genetica e mutazioni una guida su come individuare quella delle proprie cocorite, tenendo conto delle loro caratteristiche di base, quindi in primo luogo consiglio di leggere quella, mi rendo conto che a volte ci si trova in presenza di soggetti che riportano più mutazioni insieme e quindi diventa più difficile riconoscerle, per chi avesse difficoltà o dubbi potete inviarmi una foto ben nitida, fronte, retro e a luce naturale del soggetto o dei soggetti in questione e proverò a rispondere al vostro quesito e fare chiarezza, potete usare l’indirizzo planetn@virgilio.it;

Anche per quanto riguarda i comportamenti genetici in riproduzione per ottenere una determinata mutazione potete orientarvi con l’apposita guida che ho creato nella pagina speciale Selezioni, il punto focale è capire come si comporta il gene della mutazione desiderata e quindi stabilire con quale coppia di altri geni è più probabile ottenerlo. Per chi avesse difficoltà nel capire come rintracciare i partner ideali mi può scrivere al medesimo indirizzo riportato sopra. Discorso simile anche se inverso se avete una determinata coppia e volete sapere che mutazioni potranno generare in riproduzione, provate ad orientarvi nella pagina selezioni oppure se vi risulta difficile scrivetemi.

MULTIVITAMINICI

D: è indispensabile usare multivitaminici per le cocorite? Ogni quanto e per quanto tempo?

R: dipende, i multivitaminici, quindi parliamo di quegli integratori in cui sono presenti tutte le vitamine, possono essere utili in alcuni casi ma dannosi in altri, quindi bisogna valutare bene se e come usarli. Questo perché eccetto la vitamina B e la C che sono idrosolubili e quindi un eventuale eccesso verrebbe espulso con le urine, le altre vitamine sono liposolubili e in eccesso vanno a depositarsi negli organi con il rischio di sviluppare patologie anche serie. Se riusciamo a dare alle cocorite una dieta ben varia di alimenti freschi come verdure e frutta, che sono fondamentali per un buon apporto vitaminico, non c’è gran bisogno di usare un multivitaminco, eventualmente potremmo usarlo in periodi più stressanti come la muta o la cova, anche se per la muta è più utile un integratore specifico. Se poi la dieta è supportata da un buon estruso che loro mangiano regolarmente i multivitaminici vanno evitati del tutto perché già gli estrusi sono completi a livello vitaminico, aggiungere un integratore rischia un pericoloso sovradosaggio.

Se invece non riusciamo a variare la dieta ne a fargli mangiare dei buoni estrusi può essere utile usare periodicamente un multi vitaminico nei periodi più stressanti come i cambi stagione, la muta, o se i soggetti ci sembrano un po sottotono, se hanno avuto problemi di salute. Tuttavia non dobbiamo pensare che usare un multivitaminico sia la soluzione al problema e dobbiamo continuare a cercare di variare la dieta perché un integrazione più naturale è sicuramente da preferirsi ad un multi vitaminico sintetico.

In caso di uso molti si chiedono in che dosi e per quanto tempo si può continuare a dare un multivitaminico, raccomando sempre di tenere fede a quanto riportato sulla confezione del prodotto dove viene specificato oltre alle dosi anche le tempistiche da seguire. In caso si avessero dubbi o non fosse ben specificato consiglio di fare sempre cicli non più lunghi di una settimana (se non si hanno particolari necessità) oppure 10/15 giorni, volendo anche spezzati da due giorni di riposo e di non ripetere il ciclo prima di un mese di pausa, in questo modo si rischia meno un sovradosaggio.

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.N

NIDO

D: quale nido è più adatto per le cocorite? si può costruire con il fai da te?

R: il nido migliore per le cocorite è il classico nido a cassetta in legno, che abbia dimensioni non inferiori a 13x13x15h ma consiglio sempre di acquistarne di un po più grandi, e un foro d’ingresso di 6cm. Se ne trovano anche interamente in plastica e alcuni li usano senza problemi, tuttavia io consiglio il legno perché è un materiale più traspirante e riesce a mantenere meglio umidità e temperatura, è quindi più salutare per lo svolgimento di una cova. Eventualmente si può optare per un nido in legno con cassetto estraibile in pvc, facile da pulire e più durevole ma senza rinunciare del tutto alle qualità del legno.

Data la forma non è impossibile realizzarlo in casa tuttavia penso che non ne valga la pena, in primo luogo bisogna fare attenzione a trovare legni adatti e non trattati con alcuna sostanza chimica, bisogna valutare bene cosa usare per l’assemblaggio ed evitare, se si usa della colla, di usarla negli interni dove le cocorite possono rosicchiare il legno, inoltre bisogna fare molta attenzione di realizzare un fondo ben spesso ma con un materiale che permetta alla cocorita di rosicchiarlo e comunque fornirlo di una conca indispensabile per prevenire schiacciamenti di uova o pulli. Anche il foro di entrata deve essere fatto bene, troppo piccolo o troppo grande potrebbe implicare diffidenza nelle cocorite e finirebbero per non usarlo. Va fatto uno sportello apribile per il controllo, nella parte superiore o laterale, considerate anche dove andrà posizionato il nido per trovate il verso giusto per l’apertura in modo che sia comoda e agevole, e possibilmente andrebbe applicato un perno di sicurezza per bloccare lo sportello ed evitare apertura fortuite con il rischio che la cocorita scappi via. Infine vanno applicati dei ganci per tenere ben saldo il nido alla gabbia e un posatoio davanti l’ingresso per agevolarli ad entrare. Un lavoro infondo non troppo difficile ma abbastanza certosino e considerando che il costo di un nido non è particolarmente eccessivo e che eventuali errori potrebbero compromettere la buona riuscita di una cova consiglierei di comprarlo, ma comunque a voi la scelta fin tanto che si farà attenzione ai dettagli.

D: È indispensabile dare il nido alle cocorite?

R: anche se questa domanda non è delle più frequenti l’argomento è senza dubbio dei più discussi e non mi stancherò mai di ripeterlo, no, non è indispensabile dare il nido alle cocorite, possono vivere bene anche senza riprodursi, soprattutto cerchiamo di capire che non è un semplice accessorio e se vogliamo salvaguardare la loro salute non possiamo metterlo quando vogliamo, ci sono tempi e modi da rispettare. Ho sentito a volte dire “ho messo il nido perché la femmina lo voleva” oppure “ho messo il nido per paura che alla femmina venisse la ritenzione dell’uovo”, ma queste sono solo cattive credenze, niente di più sbagliato. In primo luogo se una femmina mostra atteggiamenti da fase riproduttiva qualcosa deve averla stimolata in tal senso e in molti casi se si riesce a distogliere questa attenzione lo stimolo passa, in secondo luogo la ritenzione dell’uovo non centra nulla con la mancanza del nido, questa patologia molto seria che può anche portare alla morte deriva solo da una cattiva condizione fisica, che può essere data da un’età precoce per la riproduzione, per questo non va mai dato il nido ad una femmina che ha meno di un anno, oppure al contrario un’età troppo avanzata, non si deve dare il nido nemmeno ad una femmina ormai anziana, diciamo dai sei anni in su, oppure un indebolimento fisico dovuto ad una cattiva alimentazione, un deperimento nutritivo o uno stress eccessivo, per questo oltre a curare bene l’alimentazione prima di una cova bisogna anche evitare di fare troppe cove di seguito in modo che la femmina recuperi energie e i nutrienti persi. Sono solo queste le cause che possono portare alla ritenzione dell’uovo non la mancanza del nido, se una femmina è in salute e deve deporre lo farà anche senza nido, il più delle volte andando sul fondo o semplicemente lasciando cadere a terra l’uovo.

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OSSO DI SEPPIA

D: è indispensabile usare l’osso di seppia? perché le mie cocorite non usano l’osso di seppia?

Rsi è senza dubbio preferibile usarlo e quindi direi indispensabile. L’osso di seppia è un buon integratore di calcio naturale e quindi senza particolari controindicazioni per questo deve essere sempre presente in gabbia. Non bisogna tuttavia preoccuparsi se le cocorite non lo usano da subito o non lo usano per lunghi periodi, è del tutto normale, perché spesso il suo uso è soggettivo e periodico, quando cioè un soggetto ne sente il bisogno. Se la dieta non è molto varia però e l’osso di seppia non molto usato possiamo periodicamente grattarne un po e aggiungerlo ad un pastoncino in modo da essere più tranquilli e sicuri sull’apporto di calcio, oppure possiamo usare anche un integratore di calcio aggiuntivo, ancor meglio sarebbe integrare la dieta con gli estrusi. È altrettanto normale che possano passare da un uso minimo ad uno massimo e non è raro che potrebbero consumare un intero osso di seppia nel giro di pochi giorni, possono farlo semplicemente per gioco oppure le femmine in procinto di deporre e che hanno quindi maggior bisogno di calcio, l’importante come dicevo prima è che ci sia sempre un osso di seppia a disposizione in gabbia.

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PIANTE

D: posso usare delle piante da mettere in gabbia/voliera o fare dei posatoi naturali?

R: si ma dipende dal tipo di pianta, creare accessori con legno naturale è un’ottima idea, lo consiglio sempre, il legno è un ottimo materiale, previene la formazione di calli e altre problematiche alle zampette e può essere un ottimo gioco da rosicchiare mantenendo in forma e in salute il becco, ma ovviamente dobbiamo tenere conto anche del tipo di pianta che vogliamo andare ad usare, perché alcune possono risultare tossiche e altamente nocive. Per questo vi invito a controllare la lista delle piante consentite e quelle no nell’apposita pagina sulle Piante adatte.

PREZZO

D: quanto può costare mediamente una cocorita?

R: mediamente una cocorita può costare dagli 8€ ai 10€, il secondo è il prezzo secondo me più comune e giusto, questo perché essendo un pappagallino domestico molto diffuso e di abbastanza facile riproduzione si trova con estrema facilità, mi è stato riferito di allevatori o privati che li vendono anche a 5€ l’uno, questo quando magari ne hanno veramente troppi. Nei negozi però il discorso cambia perché giocano un po al rialzo e quindi il prezzo può variare dai 12€ ai 15€ o addirittura 18€ l’uno, che trovo eccessivo, e la cosa più triste è che spesso in negozio non sono nemmeno tenute con cura. Il discorso cambia ulteriormente se si vuole acquistare un giovane allevato a mano o da allevare a mano, possono chiedere dai 20€ ai 30€ l’uno, personalmente consiglio di prenderli in quel caso da un allevatore che vi può assistere se siete alle prime armi e anche se il costo è più consistente prenderne due se non ne avete già altri perché gioverà alla loro salute. Per una coppia di adulti già affiatata presumibilmente buoni riproduttori, ma non è sempre certo, possono chiedere dai 40€ ai 45€, lo trovo esagerato soprattutto considerando che è una coppia che quindi la si può scegliere solo in parte, personalmente ho acquistato una coppia adulta in passato a 25€ e credo sia accettabile, ma poi sta ad ognuno decidere. Prezzi simili a questi ultimi potrebbero chiederli anche per cocorite con mutazioni meno diffuse, per non parlare poi delle mutazioni di piumaggio, ciuffati e hagoromo, per cui il prezzo potrebbe aggirarsi anche intorno ai 100€, a mio avviso eccessivo, penso inoltre che negli ultimi tempi non siano più così tanto introvabile come varietà. Per le cocorite inglesi possiamo trovare nei negozi prezzi raddoppiati rispetto le cocorite normali, ma anche triplicati presso gli allevatori privati, la cosa essenziale è saperli riconoscere perché non sono rari i casi in cui i compratori meno esperti sono stati truffati e invece di inglesi si ritrovano a comprare semplici maggiorati (ovvero una cocorita un po più grande del normale nata dall’incrocio di una cocorita inglese con una cocorita normale). Io consiglio se si vuole badare al portafoglio di cercare bene tra i mercatini e gli annunci della propria zona, tenete conto di questo indice di prezzi che vi ho fatto per le varie tipologie e diffidate di chi vi chiede cifre di molto superiori. Per il resto a prescindere dal costo e dalla spesa che si può affrontare la cosa ancora più importante è lo stato di salute delle cocorite e tutto dipende dalla persona che le vende, un prezzo basso non significa necessariamente che le cocorite sono mal tenute e viceversa un prezzo alto non vuol dire necessariamente che sono ben tenute, quindi come dico spesso chiedete di vederle di persona, di vedere magari dove vengono allevate, non vi accontentate di foto e possibilmente lasciate i negozi come ultima spiaggia.

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QUARANTENA

D: è indispensabile fare la quarantena?

Rsi, è indispensabile ogni qual volta si vuole introdurre uno o più soggetti provenienti da un altro ambiente con uno o più soggetti che già avevamo, per evitare che se i nuovi stanno incubando una malattia o un virus possano contagiare tutti. Inoltre la conoscenza graduale invece dell’immediato inserimento è spesso il metodo migliore per una successiva buona convivenza. E se abbiamo cocorite semi addomesticate o che escono in casa, durante la quaranta possiamo iniziare ad addomesticare anche il nuovo in modo che poi non vada ad influenzare negativamente chi già avevamo.

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RIPRODUZIONE

D: le mie cocorite non si riproducono perché?

R: una delle domande forse più comuni, e per la quale si possono rintracciare varie cause al problema. Partiamo col dire che non basta avere un maschio e una femmina per avere la certezza che si riprodurranno. In primo luogo vanno rispettati tempi e modi, se si mette il nido non appena si compra una coppia di cocorite si è fatto già il primo grande errore.

Una coppia da poco arrivata in casa ha bisogno di ambientarsi per prima cosa, affiatarsi tra di loro, molto importante per l’accoppiamento, e poi va valutato il loro stato di salute in generale, dobbiamo quindi essere sicuri che non abbiano qualche patologia, che abbiano la giusta età, fornirgli la giusta alimentazione e la giusta tranquillità. Senza questi elementi difficilmente si riprodurranno e se anche lo facessero stiamo mettendo a repentaglio la loro salute.

Se poi la coppia già si aveva e si è certi del loro stato di salute, età, alimentazione corretta e tranquillità va detto che se tra i due non c’è affiatamento difficilmente arriveranno al punto di riprodursi.

non serve nemmeno lasciare il nido sempre messo, anzi, un altro motivo per cui spesso le cocorite non si accoppiano è proprio questo, perché hanno sempre avuto il nido e non lo considerano più uno stimolo per la riproduzione ma un semplice gioco o arredo della gabbia, quindi evitiamo di lasciare il nido sempre appeso o troppo a lungo, per un tentativo possono bastare tre settimane, al massimo quattro, ma in genere si vede presto se c’è interesse o meno, e fate passare tra un tentativo e l’altro almeno uno o due mesi. Inoltre va detto che benché le cocorite siano abbastanza facili da far riprodurre a volte una coppia da sola non è stimolata tanto quanto soggetti che vivono vicino ad altre coppie, ma se non volete rischiare di avere un numero eccessivo di cocorite portate pazienza. Oppure se proprio tra i due non scatta la scintilla si può pensare di cambiare uno dei due soggetti della coppia, ovviamente con il nuovo dovete comunque aspettare che ci sia affiatamento. Anche se in generale quando due cocorite vanno d’accordo trovo triste separarli quindi pensateci bene.

Un altro motivo a volte che non porta alla riproduzione e che impedisce addirittura alla femmina di interessarsi al nido è la posizione in cui è stato messo. Non è regola base ma in diversi casi si è notato che le femmine preferiscono che il nido rimanga in ombra e non venga mai troppo illuminato dalla luce, quindi se vedete che la femmina non si interessa per niente nel tentativo successivo spostate il nido in un’altra posizione.

D: quante cove possono svolgere le cocorite in un anno? e se non vanno a buon fine?

R: le cocorite non devono svolgere più di due cove di seguito e in generale mai più di tre all’anno, soprattutto se andate tutte a buon fine o se le cove sono durate per intero, questo perché la cova e la crescita dei pulli è faticosa per la femmina e la produzione delle uova consuma molte sostanze nutritive, quindi è bene che abbia il tempo di ricaricarsi in termini di stress e di nutrimento. Anche se le cove non sono andate a buon fine, quindi non sono nati pulli, è sempre preferibile e salutare per le cocorite non svolgerne più di due di seguito, potrebbe eventualmente susseguirsi un terzo tentativo solo nel caso si sia fatta una speratura preventiva delle uova e dopo esito negativo sono state tolte impedendo alla femmina di covarle inutilmente. In quel caso non ha passato troppo tempo nel nido ed ha potuto nutrirsi in maniera più regolare e consistente, tuttavia se anche il terzo tentativo andasse male si consiglia un buon periodo di riposo.

D: posso usare degli integratori per stimolare le cocorite a riprodursi?

R: in commercio ci sono diversi integratori appositi per il periodo riproduttivo a base di vitamina E, tuttavia sconsiglio di usarli, in primo luogo perché non è detto che una specifica integrazione di vit E porti alla riproduzione certa, inoltre come ho detto spesso sarebbe sempre meglio evitare di usare spesso vitaminici sintetici, che non sempre l’organismo assimila correttamente, se non è strettamente indispensabile o in casi particolari. Possiamo tuttavia aiutare e integrare la dieta nel periodo riproduttivo tenendo conto degli alimenti che possono essere maggiormente utili, i più ricchi di vitamina E sono la frutta secca, che però dobbiamo dare con molta parsimonia, i cereali specialmente il riso, l’uovo sodo importante anche come fonte proteica, sempre da usare con moderazione, le verdure come gli spinaci, i broccoli, il tarassaco, e i legumi in particolare i ceci. Ovviamente si possono favorire questi alimenti in fase riproduttiva ma questo non vuol dire farne un abuso, inoltre sono alimenti già ben presenti in una dieta varia e ricca, anche per questo è molto importante ampliare l’alimentazione ancor più che ricorrere a multivitaminici, in modo che si arrivi già in forma al periodo riproduttivo.

D: riproduzione in batteria, perché alcuni allevatori fanno cove tutto l’anno?

R: una delle cose più errate che ho spesso visto e letto riguarda la brutta abitudine di lasciare sempre i nidi messi nei casi in cui si hanno grandi gruppi di cocorite in voliere o in stanzoni. Alcune persone confondono o non capiscono la differenza tra una giusta riproduzione in colonia o in batteria e l’essere del tutto sconsiderati, pensando forse che dal momento che ci sono allevatori che fanno cove tutte l’anno è possibile farlo senza accorgimenti. No! Non è così, le regole della riproduzione vanno sempre rispettate se si vuole mantenere i propri animali in salute. Gli allevatori che praticano una riproduzione continua durante l’anno, ma parliamo di allevatori ‘seri’, professionisti, lo fanno seguendo le regole, con accorgimenti ben precisi.

In primo luogo allestiscono le batterie da cova in stanze climatizzate, ovvero stanze dove temperatura e umidità sono controllate e regolate artificialmente per mantenere in quell’ambiente le stesse condizioni climatiche per tutto l’anno, cosi da far riprodurre le cocorite sempre nella stagione giusta. E poi, aspetto altrettanto importante, le coppie in cove sono alternate, ovvero cambiate con altre durante l’anno, perché nessuna coppia può essere riprodotta di continuo per tutto l’anno, la femmina finirebbe per ammalarsi o peggio ancora morire. Anche questi allevatori seguono e rispettano le regole base che impongono che ogni coppia non faccia mai più di due cove consecutive e mai più di un massimo di tre cove all’anno. Parliamo ovviamente di soggetti adulti che sono cresciuti in voliere senza nido e che finito il periodo di cova torneranno in voliere senza nido dove possono riprendersi dalle energie spese e fare maggiore movimento, dato che le gabbie da cova sono piccole e come detto spesso non vanno bene per una vita in pianta stabile, oltre ad avere a disposizione maggiori elementi naturali. Questi allevatori quindi seguono scrupolosamente le regole e possono fare cove tutto l’anno in sicurezza e avendo tante coppie da alternare.

Chi non presta attenzione a questi aspetti e semplicemente riempie una voliera di nidi e li lascia sempre messi perché ha tante cocorite o lascia sempre le stesse coppie in gabbie da cova in stanze a clima non controllato, non curandosi quindi della stagione e dell’età dei soggetti presenti, sta sbagliando del tutto, non è un allevatore serio, e non si cura del benessere dei propri animali, e purtroppo mi dispiace dire che probabilmente pensa che avere delle perdite durante l’anno sia normale o che non è un problema visto che comunque hanno un gran numero di soggetti. Ma questo non è allevare, è giocare con la vita dei propri animali e non è giusto! Bisogna sempre seguire le regole di Riproduzione anche se si ha o si vuole avere un grande allevamento.

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SALUTE

D: cosa bisogna fare per mantenere in salute le cocorite?

R: domanda che può sembrare banale ma nel tempo mi è stato chiesto anche questo, e la risposta penso sia altrettanto semplice, per mantenere in salute le cocorite bisogna accudirle con impegno, impegnarsi per offrirgli un’alimentazione sana, equilibrata e varia il più possibile integrandola con alimenti freschi. Va offerto loro più spazio possibile in un luogo sicuro e tranquillo dove non ci siano correnti d’aria, sbalzi di temperatura e troppo caos. Va curata l’igiene di gabbia e accessori con regolarità, e gli vanno dati giochi e accessori di materiali sicuri e adatti a mantenere in forma mente e corpo. Anche per questo ho cercato su questo sito di trattare ogni aspetto dell’allevamento e fornire tutte le informazioni possibili per sapere cosa sia meglio fare per farli vivere bene e a lungo. Chi pensa che gli uccellini come animali domestici richiedono meno cure e attenzioni di altri animali sbaglia, possono avere esigenze diverse ma non meno impegnative;

SESSAGGIO

D: come si riconoscono maschi e femmine?

R: nelle cocorite il dimorfismo sessuale, ovvero la differenza tra maschi e femmine, è molto evidente, molto semplicemente basta valutare il colore della cera, ovvero quella parte carnosa sopra il becco dove troviamo le narici, azzurrina/biancastra nelle femmine giovani, o beige/avana o marrone scuro in fase di picco ormonale per le femmine dai sei mesi in su, in ogni caso, fatta eccezione per qualche mutazione particolare, in genere solo una femmina può avere del bianco intorno alle narici e una cera nel complesso chiara. Rosa compatta, o rosata/violacea per i maschi giovani o di una certa mutazione, gli altri l’avranno blu o celeste compatto, in ogni casi non avranno mai del bianco intorno alle narici, anche se a volte troviamo un azzurro cosi chiaro che sembra bianco, ma crescendo sicuramente il dubbio cadrà, in alcune mutazioni resta del tutto rosa anche da adulti.

Alcuni direbbero che anche dal carattere e dal comportamento si può riconoscere un maschio da una femmina, in genere i maschi sono più chiacchieroni, più docili e spesso hanno atteggiamenti di corteggiamento, mentre le femmine sono in genere più silenziose, più aggressive e distruttive con giochini e accessori, tuttavia io non prenderei il comportamento come segno sempre certo del sesso perché in molti casi, soprattutto quando una cocorita vive bene e in un ambiente sereno, non è raro che una femmina si comporti come un maschio mostrandosi molto chiacchierona e docile.

SELEZIONI

D: cosa si intende per selezione? e come può essere fatta?

R: per selezione si intende il cercare di far riprodurre due soggetti con caratteristiche ben precise mirando ad ottenere un determinato risultato nella prole. Ad esempio, per ottenere dei buoni albini che non abbiano difetti nel piumaggio l’accoppiamento migliore sarebbe tra un grigio e un albino, che può essere maschio grigio portatore di ino e femmina albina, o maschio albino per femmina grigia ma in quel caso avrete solo femmine albine e maschi portatori. Per fare una buona selezione bisogna quindi tenere conto delle regole genetiche che determinano ogni mutazione e possibilmente il genotipo dei soggetti, ovvero i caratteri di cui sono portatori, e si può scoprire se si conoscono i genitori o eventualmente dopo una prima cova. Ad esempio, non otterremmo mai degli ino se la coppia e’ formata solo da una femmina ino e un maschio normale non portatore di ino, questo perché nelle mutazioni sesso legate si ha bisogno che entrambi o solo il maschio abbia il gene per ottenere la mutazione nel fenotipo, ovvero nell’aspetto del pappagallino. Discorso simile per le mutazioni recessive anche se in quel caso non basta solo il maschio ma necessariamente entrambi mutati o portatori, mentre per le dominanti basta un solo soggetto mutato o portatore. Tuttavia dobbiamo anche tenere conto di alcune mutazioni che possono coprirne altre ed evitare accoppiamenti in purezza per mutazioni che già mancano di colore. Premesso che fare selezioni accurate richiede anche anni di esperienza ma se si conosce la genetica e la si riesce ad applicare stiamo già selezionando.

SOLITUDINE

D: una cocorita può vivere da sola?

Rassolutamente no, benché l’egoismo umano abbia dato forma a diversi tipi di allevamento di pappagalli giustificando a volte il farli vivere da soli, restano animali estremamente sociali e hanno bisogno della compagnia di un proprio simile per imparare a socializzare e quindi esprimersi nel modo più completo, un modo che solo con la nostra presenza non possono esplicare. La solitudine inoltre comporta un grave rischio per la salute, con il tempo può portare a seri disturbi comportamentali che possono diventare delle vere e proprie patologie, ad esempio l’autodeplumazione, ovvero il disturbo che porta l’animale a staccarsi da solo le piume, e nei peggiori dei casi le patologie possono aggravarsi fino alla morte. Non ci sono, mai, in nessun caso, motivi seri per cui un pappagallino dovrebbe vivere da solo, se ha problemi di convivenza è sicuramente perché si è sbagliato qualcosa nella sua gestione e dobbiamo rimediare, come non è assolutamente necessario avere un solo pappagallino per riuscire a dargli un ottimo addestramento, per esperienza personale e non posso dire che si possono ottenere grandi risultati anche con due soggetti, anzi, a mio avviso è molto meglio, soprattutto se se ne prendono due sin da subito. Personalmente credo anche che se si amano sul serio questi animali non si può farli vivere da soli, è veramente triste e ingiusto.

SPAZIO

D: quanto spazio serve alle cocorite?

R: ovviamente quanto più spazio riusciamo a dargli meglio potranno vivere, ma in generale possiamo dire che la misura della gabbia va valutata in base a quanti soggetti dovranno viverci e se potranno uscire regolarmente in casa o no. Ad esempio, per una coppia può bastare una gabbia di 60cm di lunghezza ma se non potranno mai uscire diventerà colpa tempo molto limitante consiglio quindi caldamente di optare per una gabbia più grande. Avere molto spazio e non accontentarsi del minimo indispensabile è molto utile non solo per fargli fare un buon movimento ma anche per offrirgli la giusta quantità di accessori, giochi ed elementi naturali con cui arricchire la loro vita, stimoli importanti per mantenerli attivi, sono animali che si annoiano facilmente, dargli il giusto arredo mantiene in forma il corpo ma anche la mente e quindi la salute in generale. Spesso si scelgono questi anni perché si ha poco spazio a disposizione e si pensa che possono vivere bene anche in una piccola gabbietta ma non è cosi, pensateci bene prima perché se volete dargli una vita degna hanno bisogno di spazio! Vi invito ad approfondire l’argomento nella pagina Alloggiamento;

SPOSTAMENTI

D: posso spostare la gabbie delle cocorite?

Rdipende, partiamo dal principio che la gabbia per le nostre cocorite è la loro prima casa, non è un soprammobile o un elemento di arredo domestico che possiamo spostare dove, quando e come più ci piace, se non sono abituate ad uscire in casa l’ambiente circostante per loro è molto statico e spostamenti continui possono creare instabilità che genera paure e stress che come abbiamo detto spesso possono farli ammalare. Dobbiamo inoltre tener presente che ci sono stanze e zone poco adatte alla salute delle cocorite, come la cucina, il bagno, o anche stanze troppo umide e fredde o zone dove si creano correnti d’aria e spifferi, o vicino a termosifoni o condizionatori che creano pericolosi sbalzi di temperatura. La cosa migliore sarebbe trovare un luogo sicuro, lontano da questi pericoli, dove possono stare in nostra compagnia ma dove non siano eccessivamente disturbate o ci sia troppo caos, e lasciarle in pianta stabile li. Se poi abbiamo delle condizioni abitative per cui in inverno il luogo migliore dove tenerle è dentro casa mentre d’estate meglio spostarle fuori è uno spostamento accettabile perché fatto una volta sola, ovviamente anche fuori va trovato il posto più adatto e non muoverle più, voglio solo ricordare in questo caso che il momento migliore per spostare le cocorite da fuori a dentro e viceversa è quando le temperature interne ed esterne sono molto simili, quindi per chi ha questa esigenza di spostamento aspetti sempre il periodo migliore. Non si deve invece mai spostare una gabbia se è stato inserito il nido, perché questo può infastidire la femmina che può non interessarsi o peggio ancora abbandonare la cova se già era in corso, ovviamente possono capitare delle emergenze in cui non si ha scelta ma deve essere proprio una situazione straordinaria e dobbiamo in ogni caso fare in modo che non succeda.

SPAVENTI

D: sono pericolosi gli spaventi per le cocorite?

R: domanda in realtà poco posta ma a mio avviso molto interessante, gli spaventi come rumori improvvisi, botti forti, urti alla gabbia, persone che si avvicinano in modo irruento e tutto ciò che potrebbe farli sobbalzare all’improvviso possono rappresentare un grosso rischio di salute per questi animali, può indebolirli e peggio ancora portarli all’infarto, basti pensare a quanti uccelli poverini muoiono ogni anno a causa dei botti di capodanno (usanza oltretutto che trovo di una idiozia gigantesca e assolutamente priva di divertimento), veramente non sono affatto da sottovalutare traumi legati agli spaventi, che si, di rado, casualmente, potrebbero anche accadere, ma non deve essere una consuetudine. Per questo consiglio sempre di sistemare la rabbia in un luogo che sia si pieno di vita ma non troppo esposto a rumori troppo forti, inconsueti, anomali, a passaggi continui, devono avere tranquillità, di giorno e ancor più di notte, altrimenti ne possono risentire;

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TAGLIO REMIGANTI ALI

D: in cosa consiste il taglio delle remiganti alle cocorite? È una pratica sicura?

R: come ho detto in altre occasioni l’egoismo umano ha dato vita a tante pratiche che considero moralmente ingiuste e il taglio delle ali, ovvero l’accorciamento delle remiganti primarie (le prime due), è per me una di queste. Obiettivamente posso anche capire che chi usa tale pratica con coscienza vuole essenzialmente dare più libertà ai pappagallini evitandogli particolari pericoli, e va detto che se fatto con la giusta attenzione il taglio non comporta dolore, solo impedisce di volare in alto e per lunghe distanze, diminuendo la velocità, aspetti che possono essere utili per permettere alle cocorite di uscire in casa o eventualmente all’aperto senza il rischio di perderle, tuttavia, per me, accorciare le ali di un uccellino è come legare i piedi ad un bambino per non farlo correre troppo, certo ha i suoi rischi farli uscire dalla gabbia ma questi rischi possono essere gestiti, è anche vero che le piume ricresceranno ma, non va sottovalutato a mio avviso l’effetto psicologico che questa pratica può avere sul pappagallino, gli stiamo creando, anche se in maniera minima, un piccolo handicap, e anche se gli animali possono adattarsi bene e in fretta io lo trovo veramente ingiusto. Inoltre se il taglio non viene eseguito nella maniera corretta, sarebbe sempre meglio farlo fare da una persona esperta o dal veterinario per intenderci, potrebbero verificarsi problematiche, infezioni che potrebbero danneggiare le piume, impedirne la ricrescita e nella peggiore delle ipotesi portare allo sviluppo di una patologia, quando con un po di organizzazione e pazienza si può dargli un piccolo addomesticamento e si possono comunque far uscire dalla gabbia in sicurezza. Alcuni potranno pensare, se non si ha tempo o voglia di addomesticarli meglio un pappagallino con le ali accorciate ma libero che uno che vive sempre e solo in gabbia, all’apparenza si ma in realtà non è così perché in primo luogo anche con il taglio delle ali per vivere bene con noi in casa hanno bisogno di un minimo di addomesticamento e in secondo luogo se non si ha tempo o voglia perché si ha scelto di allevare questi animali? Tutto dipende da noi, dobbiamo capire che avere un animale, di qualsiasi tipo sia, è una responsabilità e richiede il nostro impegno, quindi cercare scorciatoie come il taglio delle ali, per me, è sbagliato! Con pazienza, costanza e soprattutto amore possiamo fare molto meglio per farli vivere con la gabbia aperta in sicurezza e serenità;

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VOLO LIBERO

D: è possibile far volare libere all’esterno le cocorite?

R: domanda a cui sinceramente non posso dare una risposta del tutto certa perché il volo libero all’aria aperta sarebbe stupendo ma per pappagallini cosi piccoli comporta una serie di rischi da non sottovalutare, personalmente credo che potrebbe essere possibile solo in determinate circostanze, tenuta sempre la massima cautela. Le circostanze che ritengo fattibili sono prima di tutto avere un pappagallino perfettamente addomesticato, al livello di un allevato a mano o quasi per intenderci, in modo che stia tranquillo vicino a noi e non tenda facilmente a scappare o allontanarsi, ed anche addestrato al ritorno. A mio avviso è importante insegnargli come tornare con un suono o una parola per aiutarli a trovare un punto di riferimento in un luogo cosi vasto e ricco di stimoli visivi e uditivi, anche i pappagalli di taglia grande prima di un vero e proprio volo libero vengono addestrati a tornare, i proprietari più accorti sanno che la preparazione è importante. Tolto l’addestramento l’altro requisito che ritengo importante è trovare un luogo adatto, un luogo che sia tranquillo, non eccessivamente caotico e che permetta laddove il pappagallino si allontani troppo di non perderlo eccessivamente di vista, di certo eviterei il caos di una zona cittadina o limitrofa. Ma non dobbiamo nemmeno dimenticare che all’aperto pappagallini piccoli come le cocorite possono diventare facili prede per molti animali, non solo gatti e altri predatori di terra ma anche altri uccelli predatori, gazze, gabbiani, falchi.. alcuni anni fa mi è capitato di leggere il triste racconto di una persona che ha voluto lasciare libera la sua cocorita e proprio davanti ai suoi occhi ha visto un falchetto piombargli addosso e portarsela via.. certo questo è un evento raro considerando che determinati animali cercano di evitare di avvicinarsi all’uomo però non si può sottovalutare, se la cocorita si allontana troppo o non riesce a tornare oltre al dolore della perdita la sua vita può essere messa in serio pericolo, quindi dobbiamo essere più che sicuri prima di lasciarle libere all’esterno, e non è facile avere questa sicurezza. Alcuni per farli uscire usano il taglio delle remiganti o l’applicazione di fascette, che ha in un certo senso la stessa funzione del taglio, cioè impedirgli di volare troppo in alto e per lunghe distanze, tuttavia moralmente parlando non lo trovo giusto e se fatto nel modo sbagliato può avere ripercussioni negative. Credo non sia per nulla attuabile anche l’uso di pettorine aviatrici, per portarli diciamo al guinzaglio, perché già i pappagalli di taglia maggiore possono far fatica ad accettarle, per le cocorite potrebbe essere veramente una costrizione inaccettabile. In rete mi e capitato nel tempo di vedere foto o video di cocorite all’aperto ma consiglio di non prenderle con leggerezza perché ogni situazione va valutata a se, possono difatti essere situazioni del tutto fortuite oppure si tratta di cocorite molto giovani, di allevati a mano molto docili, non dovete pensare insomma che sia una situazione facilmente ricreabile con qualsiasi cocorita. In conclusione, a mio parere, penso che il volo all’aria aperta richieda una seria e scrupolosa riflessione e preparazione e lo sconsiglio se si ha anche solo il minimo dubbio o incertezza.

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