Problemi durante la cova 🚨

.come riconoscerli e come intervenire
Interpretare l’andamento della cova e saper prevenire e intervenire in caso di problemi può salvare la vita dei pulli

In generale le cocorite non hanno bisogno del nostro aiuto per portare a termine una cova ma questo ovviamente se ci si trova in condizioni ottimali che siamo noi a dover fornire, infatti la prima grande prevenzione ai problemi durante una cova è proprio quello di scegliere il momento adatto, quindi coppia adulta, affiatata, periodo dell’anno giusto, ottima salute, alimetazione adeguata e la giusta tranquillità di cui hanno bisogno.

Un altro metodo di prevenzione importante è il controllo giornaliero, come ho detto nell’altra pagina finchè ci sono solo le uova nel nido possiamo limitarci a controllarlo ogni due o tre giorni, più spesso se abbiamo un buon feeling con la nostra cocorita. Ma da quando arriva il primo pullo il controllo del nido deve essere necessariamente giornaliero, questo perchè se si verifica un problema prima si interviene e più probabilità di risolvere il tutto si avrà. Una volta al giorno quindi sarebbe d’obbligo, ovviamente consiglio sempre di aspettare il momento in cui la femmina esce dal nido per effettuare il controllo, in questo caso il fastidio sarà minore e non si rischia di fargli abbandonare la cova, e mi raccomando di farlo sempre in breve tempo e senza far prendere troppa aria ai pulli (soprattutto per chi alleva all’esterno).

Ma vediamo nello specifico quali possono essere i problemi più frequenti durante una cova e come si potrebbe risolverli. Intanto c’è da dire che non sempre uovo vuol dire nascita, infatti sappiamo bene che non tutte le uova che vengono deposte possono essere feconde, a volte invece lo sono ma qualcosa non va e il pullo muore prematuramente, c’è quindi una morte embrionale.

Le cause della morte embrionale possono essere diverse:

– le uova non sono state covate nel modo corretto e questo può capitare se una femmina ha poca esperienza, oppure è troppo giovane o al contrario troppo vecchia, oppure si è sentita infastidita, oppure nel nido c’è la presenza di acari, o una temperatura troppo alta o troppo bassa.

Di conseguenza per ovviare a questo problema dobbiamo controllare questi fattori, intervenire se necessario ed evitare che si presentino queste problematiche.

– non c’è stata la giusta umidità, l’umidità è molto importante per lo sviluppo delle uova e anche l’idratazione dei pulli, il guscio dell’uovo traspira e una scarsa umidità può essere fatale come anche in senso opposto, un’eccessiva umidità può veicolare all’interno dell’uovo dei batteri, per questo è molto importante evitare i mesi troppo caldi e locali non idonei.

Per ovviare a questo problema dobbiamo scegliere sempre periodo adatti, e se per cause terze ci troviamo purtroppo a fare una cova a ridosso di mesi molto caldi o con un improvviso aumento delle temperature con scarsa umidità possiamo vaporizzare il nido esternamente, senza esagerare, eventualmente vaporizzare leggermente anche il petto della femmina.

– per anomalie genetiche, può accadere e non c’è rimedio perchè ovviamente è un problema che non si può diagnosticare inoltre in genere in questo caso la morte embrionale avviene nei primi giorni di sviluppo.

E’ importante però per ovviare a questo problema evitare accoppiamenti tra consanguinei e non far riprodurre soggetti che presentano tare genetiche.

– per infezioni batteriche, spesso causate da una scarsa igiene del nido o un eccessiva umidità, come dicevamo prima, che rende il guscio molto più vulnerabile a infezioni, oppure direttamente trasmessa dai genitori.

Per questo è importante che il nido da usare sia perfettamente pulito e igienizzato (non con prodotti chimici ovviamente) e che la coppia sia in perfetta salute.

– un’alimentazione sbagliata, se la femmina non ha ricevuto un’alimentazione ricca, varia ed equilibrata anche le uova che andrà a deporre avranno carenze al loro interno di sostanze nutritive indispensabili per un corretto sviluppo del pullo.

E’ di fondamentale importanza quindi curare il più possibile la loro alimentazione e nel periodo preventivo alla cova arricchire la parte proteica della dieta.

– per rottura o sbattitura delle uova, se si sposta il nido o la gabbia e non si fa attenzione alle uova possono accadere delle fratture anche interne che impediscono all’embrione di svilupparsi.

E’ sempre bene una volta scelto un posto non spostare ne la gabbia ne il nido e se proprio si deve bisogna farlo con molta attenzione e movimenti pacati.

Possono inoltre verificarsi casi in cui a rompere le uova sono le cocorite stesse, in genere la femmina e può farlo per diverse cause, una delle più comuni è quella di aver capito in autonomia che le sue uova non sono feconde e quindi le butta via per non perdere ulteriore tempo ed energie e avviare una nuova cova;

Oppure perché è stata infastidita e può succedere se si sposta la gabbia o se l’ambiente in cui si trova non è più tranquillo, o se ci sono altri soggetti con la coppia, per questo occorre trovare un luogo adatto per la cova, possibilmente separare la coppia e non fare spostamenti;

Altra possibile causa è una conca errata del nido, poco sviluppata o del tutto assente, che impedisce alla femmina di covare correttamente e magari senza volerlo schiaccia eccessivamente le uova fino a romperle, in quel caso o si accentua la conca manualmente o si cambia nido;

Oppure per carenze alimentari che portano la femmina ad aver bisogno di nutrirsi delle sue uova per recuperare le sostanze perse in eccesso o comunque a non riuscire a covare con la giusta serenità fino al punto di disfarsi delle uova, per questo è importante offrire una dieta varia e ricca e non dimenticare mai l’rapporto di calcio e di sali minerali;

Un’altra possibile causa è l’inesperienza, problema che può risolversi solo con il tempo;

Infine, altra causa, ma più rara, se la femmina è stata infastidita dal maschio e hanno bistacciato all’interno del nido, non è insolito o preoccupante che un maschio entri nel nido a fare compagnia alla femmina in cova, può aiutare a rafforzare il legame e creare intimità e in genere se lei lo lascia entrare non la disturba, tuttavia se la coppia non è del tutto affiatata e si creano litigi nel nido è meglio per la durata della cova separare il maschio tramite separé o una gabbia vicina, possiamo reinserirlo alla nascita dei pulli e lasciarlo se non si creano altri litigi.

Vorrei spendere alcune parole anche per quei casi un po più rari ma non impossibili in cui le uova di una cova risultino tutte non feconde. Anche se, come per la morte embrionale, è difficile stabilire una causa esatta possiamo comunque esaminare la situazione per cercare in caso di porvi rimedio. Uova non feconde possono capitare se la coppia non è riuscita ad accoppiarsi in maniera completa o nel modo giusto, oppure il maschio è sterile.

Nel primo caso può capitare per inesperienza dei soggetti, o perché non sono abbastanza affiatati o tranquilli, è importante quindi che siano in un ambiente sereno e abbiano il tempo di entrare in sintonia.

Tuttavia un cattivo accoppiamento potrebbe essere anche causato dalla gabbia e dal tipo di posatoi che si usano. I classici a metà non offrono spesso la giusta stabilità di cui hanno bisogno le cocorite nell’atto dell’accoppiamento, mentre i posatoi interi (e cioè che appoggiano alla gabbia sia da un lato che dall’altro) sono più fermi e offrono quindi maggiore stabilità. Facciamo anche attenzione di non posizionarli troppo vicini alla pareti della gabbia altrimenti le cocorite si sentirebbero scomode trovandosi per esempio con la coda piegata.

Nel secondo caso, se il maschio è sterile, possiamo supporlo se dopo svariati tentativi le uova sono sempre non feconde, e soluzione più ovvia sarebbe quella di cambiare maschio ma, parlando più in termini affettivi che logici, se la coppia sta bene insieme e se allevate solo per passione è un peccato separarli, se si era preso in considerazioni di avere altre cocorite allora lasciamo che la coppia viva lo stesso insieme e felice e magari per la riproduzione compriamo direttamente una nuova coppia.

Faccio inoltre una raccomandazione, se la prima cova da esito negativo per uova non feconde nel secondo tentativo facciamo una speratura preventiva in modo che se risultino di nuovo tutte chiare si posssano togliere subito ed evitate cosi che la femmina covi inutilmente.

In generale però, sia che le uova fossero non feconde, sia che non si siano schiuse, dopo due cove consecutive anche senza pulli e quindi la femmina non ha fatto l’ulteriore fatica di svezzare dei piccoli, facciamo lo stesso una pausa perché fatica a parte la produzione delle uova consuma sostanze nutritive e se gli diamo il tempo di recuperarle senza produrne altre avremo maggiori possibilità in seguito che deponga uova sane e forti, nonché di mantenere lei in salute.

 ***

Questo per quanto riguarda la non schiusa delle uova, ma vediamo adesso i problemi che possono verificarsi dopo la nascita dei pulli. Intanto dobbiamo sempre fare un rapido esame visivo per accertare che i pulli siano sani e normali, evitiamo, fintanto non ci sono problemi, di toccare i pulli per almeno i primi dieci giorni di vita ma possiamo dare un leggero tocco per accertarci che siano caldi, poi dobbiamo osservarli attentamente.

  • Un pullo sano ha un aspetto roseo o in alcuni casi giallastro, se il suo colore è più scuro quasi rossastro e i suoi movimenti sono molto lenti dando quasi un senso di immobilità questo indica che qualcosa non va, ma purtroppo intervenire su un pullo di pochi giorni è quasi impossibile, possiamo però valutare se c’è qualcosa che stiamo sbagliando o rivolgerci ad un veterinario.
  • Intorno ai 9/10 giorni apriranno gli occhi, se questo non succede controlliamo che non ci sia nulla di anomalo e in tal caso rivolgiamoci al veterinario.
  • Importante anche il controllo delle feci, in genere devono essere abbastanza compatte e asciutte, di colore verdastro o grigiastro o anche marroncino, se riscontriamo delle feci anomali, troppo molli e attaccate, di un colore giallino e sono così abbondanti e fangose tanto da sporcare in maniera evidente i pulli stessi è segno che c’è un problema alimentare o peggio ancora infettivo. Questo problema può risolversi cambiando alimentazione, eliminando il pastoncino comprato e dando una dieta più leggera che contrasti la diarrea, e ovviamente è necessario pulire a fondo nido e pulli. Consiglio però, solo se il nido è eccessivamente sporco, per contrastare l’insorgere di batteri di sostituirlo del tutto. Se poi il problema persiste è necessario rivolgersi ad un veterinario. Possono capitare però casi più lievi in cui i pulli si sporcano solo perchè il nido è piccolo, in quel caso anche sarà utile e necessario cambiarlo! Anche la presenza di semi non digeriti nelle feci può significare problemi di digestione e occorre quindi cambiare alimentazione o rivolgersi al veterinario. Fate attenzione però a non scambiare i semi che cadono durante l’imbeccata a quelli indigeriti nelle feci.
  • Non ci devono essere le feci della madre nel nido, se succede vuol dire che la cocorita è stressata o qualcosa la infastidisce e può essere molto pericoloso per i pulli che si trovano così in un ambiente mal sano, è quindi necessario pulire e cercare di risolvere il problema, a volte anche in questo caso l’alimentazione è sbagliata.
  • Controllate che non ci sia troppa aria nel gozzo, un problema che può anche essere fatale, l’aria si forma per la presenza del cibo che fermenta nel gozzo e può causara l’insorgere di un infezione batterica che porta alla stasi del gozzo e la conseguente morte del pullo. Un rimedio che ho trovato molto valido è quello di mettere qualche goccia di aceto di mele nel beverino, l’aceto ha un’azione disinfettante e va quindi ad uccidere gran parte dei batteri che contribuiscono a creare l’aria. Utile potrebbe anche essere un leggero massaggio del gozzo con le dovute accortezze, ma per sicurezza consiglierei di usare in ogni caso anche l’aceto. Se poi il problema non si risolve rivolgetevi quanto prima al veterinario. (L’aceto di mele è un ottimo integratore, anche non nel momento di cova, mettetene qualche goccia nel beverino almeno due o tre volte al mese!)
  • Fate molta attenzione alla corretta postura del pullo, un altro problema abbastanza frequente e che non porta alla morte immediata ma rende comunque scarsa la qualità della vita di una cocorita è la divaricazione delle zampe.

pullo con serio problema di dichiarazione delle zampe

Questo problema alle volte è dovuto ad una mancanza di calcio ma nella maggior parte dei casi è la femmina che per inesperienza o per una conca errata del nido, cioè assente o poco accentuata,  può schiacciare i pulli fino a fargli crescere nella posizione sbagliata le zampe, come potete vedere dalla foto, è un problema che si vede già dai primi giorni di vita ed è importante intervenire subito (io consiglio di intervenire possibilmente dopo la prima settimana di vita o al decimo giorno di età) applicando un tutore.

Per farlo occorre procurarsi un pezzo di spugna (o gommapiuma) e tagliarne un rettangolo all’incirca di queste dimensioni: L 4 cm x P 2.50 cm x H 0.50cm, poi a seconda della grandezza del pullo si andrà a modifcarlo. Poi facciamo due fori per le zampine, distanti circa 2 cm, più o meno a seconda della grandezza del pullo. Dopo di che aiutandoci con delle pinzette per tenere aperti i fori facciamo passare al loro interno le zampine del pullo, una alla volta, spingendo il tutore sopra il ginocchio e controllando che sia posizionato correttamente tra l’anca e il ginocchio. Infine controlliamo che le zampine siano ben allineate. 

tutore in spugna

Il tutore deve essere portato per almeno due settimane, anche di più se la correzione non è del tutto buona. C’è da dire che non sempre è facile effettuare questa operazione soprattutto per paura di far del male al pullo, vi consiglio quindi di farvi aiutare da una persona esperta o meglio ancora rivolgervi al veterinario per far mettere a lui il tutore!

A volte poi capita che la femmina vedendo il tutore come un elemento anomalo prenda a strapparlo fino a romperlo del tutto in quel caso dobbiamo armarci di pazienza e farne uno nuovo ogni volta perchè è di fondamentale importanza per la vita futura del pullo che le sue zampe crescano nella maniera corretta. Se però per la presenza del tutore la madre non volesse più allevare il pullo o diventasse aggressiva dovremmo separarlo e procedere noi al suo allevamento.

Considerate inoltre che se non si interviene in questa tenera età in cui le ossa stanno ancora crescendo non si potrà fare più niente in futuro quando le osse ormai si saranno calcificate! Un consiglio per ovviare a questo problema è di accentuare la conca del nido se sapete che la femmina tende a schiacciare i piccoli oppure evitare di farla riprodurre e mi raccomando di non far mancare mai l’osso di seppia ed eventualmente sali minerali con l’aggiunta di calcio.

  • Controllate la crescita corretta del piumaggio, già quando nasce un pullo ha delle piccolissime piumette sul corpo, se notiamo durante la sua crescita che queste piume vengono a mancare, che ci sono piccole macchioline rosse, un piumaggio asimettrico e irregolare vuol dire che uno dei genitori pica i pulli, ovvero gli strappa le piume, a volte a sangue e a volte arrivando anche ad ucciderlo, e in alcuni casi più gravi possono essere anche entrambi i genitori. Le cause possono essere una mancanza di sali minerali o vitamina D3 e anche una scarsa tranquillità che aumenta lo stress e il nervosismo dei genitori portandoli ad attaccare i propri pulli. E’ importante quindi garantire la massima tranquillità alla coppia in cova e un ottima alimentazione, lasciare sempre a disposizione osso di seppia e sali minerali, utile potrebbe essere anche un integratore di vitamine specifiche per la cova. E’ indispensabile poi separare il genitore che pica i pulli e accertarsi che il genitore rimasto riesca ad allevare tutti i pulli senza problemi. In caso non ci riesca si può aiutare con delle imbeccate fornite da noi senza necessariamente separarlo dai pullo, se invece il problema risulta più grave e entrambi i genitori sono inaffidabili è necessario prendere i pulli e procedere con un allevamento a mano.

Vi ricordo infine di non avere mai paura nel rivolgervi e chiedere aiuto al veterinario, quindi se vedete qualcosa di anomalo, qualcosa che per voi non è normale, o avete dei semplici dubbi chiedete.. un intervento tempestivo può fare la differenza e salvare la vita di un pullo.

Hai dubbi sull’argomento? Scrivimi tramite la pagina Contatti! 📧

Indietro

CocoriteLove ♡
Ti piace il mio sito? Condividilo ツ