Problemi durante la cova 🚨

Interpretare l’andamento della cova e saper prevenire e intervenire in caso di problemi può salvare la vita dei pulli

In generale le cocorite non hanno bisogno del nostro aiuto per portare a termine una cova ma questo ovviamente se ci si trova in condizioni ottimali, che siamo noi a dover fornire, o senza imprevisti fortuiti.

.

Link Rapidi:

~ Prevenzione e controllo della cova

~ Cause della morte embrionale

~ Problemi con la coppia e rottura uova

~ Uova non feconde, cosa fare

~ Controllo della crescita regolare nei pulli – pica

~ Divaricazione delle zampe, cause e rimedi

~ Tutore in spugna, come farlo

~ Tutore alternativo, come e con cosa farlo

~ Altri tutori alternativi – video e foto d’esempio

~ Raccomandazioni e prevenzione della divaricazione delle zampe

.

La prima grande prevenzione ai problemi durante una cova è proprio quello di scegliere il momento adatto, quindi coppia adulta, affiatata, periodo dell’anno giusto, ottima salute, alimentazione adeguata e la giusta tranquillità di cui hanno bisogno.

Un altro metodo di prevenzione importante è il controllo giornaliero, finché ci sono solo le uova nel nido possiamo limitarci a controllarlo ogni due giorni, più spesso se abbiamo un buon feeling con la nostra cocorita. Ma da quando arriva il primo pullo il Controlliamo del nido deve essere necessariamente giornaliero, questo perché se si verifica un problema prima si interviene e più probabilità di risolvere il tutto si avrà. Consiglio sempre di aspettare il momento in cui la femmina esce dal nido per effettuare il controllo, in questo caso il fastidio sarà minore e non si rischia di fargli abbandonare la cova. Mi raccomando di farlo in breve tempo e senza far prendere troppa aria alle uova o ai pulli (soprattutto per chi alleva all’esterno).

.

Torna a Link Rapidi

C’è da dire che non sempre uovo vuol dire futura nascita, infatti sappiamo bene che non tutte le uova che vengono deposte sono necessariamente feconde, a volte invece lo sono ma qualcosa non va e l’embrione muore prematuramente durante il suo sviluppo, c’è quindi una morte embrionale.

Le cause della morte embrionale possono essere diverse:

  • le uova non sono state covate nel modo corretto: questo può capitare se una femmina ha poca esperienza, oppure è troppo giovane o al contrario troppo vecchia, oppure si è sentita infastidita, oppure nel nido c’è la presenza di acari, o una temperatura troppo alta o troppo bassa.

Di conseguenza per ovviare a questo problema dobbiamo controllare questi fattori, intervenire se necessario ed evitare che si presentino queste problematiche.

  • non c’è stata la giusta umidità: l’umidità è molto importante per lo sviluppo delle uova e anche l’idratazione dei pulli, il guscio dell’uovo traspira e una scarsa umidità può essere fatale come anche in senso opposto, un’eccessiva umidità può veicolare all’interno dell’uovo dei batteri, per questo è molto importante evitare i mesi troppo caldi e locali non idonei.

Per ovviare a questo problema dobbiamo scegliere sempre periodo adatti, e se per cause terze ci troviamo purtroppo a fare una cova a ridosso di mesi molto caldi o con un improvviso aumento delle temperature con scarsa umidità possiamo vaporizzare il nido esternamente, senza esagerare, eventualmente vaporizzare leggermente anche il petto della femmina.

  • per anomalie genetiche: può accadere e non c’è rimedio perché ovviamente è un problema che non si può diagnosticare inoltre in genere in questo caso la morte embrionale avviene nei primi giorni di sviluppo.

E’ importante però per ovviare a questo problema evitare accoppiamenti tra consanguinei e non far riprodurre soggetti che presentano tare genetiche.

  • per infezioni batteriche: spesso causate da una scarsa igiene del nido o un’eccessiva umidità, come dicevamo prima, che rende il guscio molto più vulnerabile a infezioni, oppure direttamente trasmessa dai genitori.

Per questo è importante che il nido da usare sia perfettamente pulito e igienizzato (non con prodotti chimici ovviamente, potete farlo bollire o passare in forno a 100/120° per 20 minuti) e che la coppia sia in perfetta salute.

  • un’alimentazione sbagliata: se la femmina non ha ricevuto un’alimentazione ricca, varia ed equilibrata anche le uova che andrà a deporre avranno carenze al loro interno di sostanze nutritive indispensabili per un corretto sviluppo del pullo.

E’ di fondamentale importanza quindi curare il più possibile la loro alimentazione e nel periodo preventivo alla cova arricchire la parte proteica della dieta.

  • per rottura o sbattitura delle uova: se si sposta il nido o la gabbia e non si fa attenzione alle uova possono accadere delle fratture interne fatali che impediscono all’embrione di svilupparsi.

È sempre bene una volta scelto un posto non spostare ne la gabbia ne il nido e se proprio si deve bisogna farlo con molta attenzione e movimenti pacati.

.

Torna a Link Rapidi

Possono inoltre verificarsi casi in cui le uova vengono rotte dalle cocorite stesse, in genere la femmina e può farlo per diversi motivi, una delle più comuni è quella di aver capito in autonomia che le sue uova non sono feconde e quindi le butta via per non perdere ulteriore tempo ed energie e avviare una nuova cova.

Oppure perché è stata infastidita e può succedere se si sposta la gabbia o se l’ambiente in cui si trova non è tranquillo, o se ci sono altri soggetti con la coppia, per questo occorre trovare un luogo adatto per la cova, possibilmente separare la coppia e non fare spostamenti.

Altra possibile causa è una conca errata del nido, poco sviluppata o del tutto assente, che impedisce alla femmina di covare correttamente e magari senza volerlo schiaccia eccessivamente le uova fino a romperle, in quel caso o si accentua la conca manualmente o si cambia nido.

Oppure ancora per carenze alimentari che portano la femmina ad aver bisogno di nutrirsi delle sue uova per recuperare le sostanze perse in eccesso o comunque a non riuscire a covare con la giusta serenità fino al punto di disfarsi delle uova, per questo è importante offrire una dieta varia e ricca e non dimenticare mai l’apporto di calcio e di sali minerali.

Un’altra possibile causa è l’inesperienza, problema che può risolversi solo con il tempo.

Infine, altra , se la femmina è stata infastidita dal maschio e hanno bisticciato all’interno del nido, non è insolito o preoccupante che un maschio entri nel nido a fare compagnia alla femmina in cova, può aiutare a rafforzare il legame e creare intimità e in genere se lei lo lascia entrare non la disturba, tuttavia se la coppia non è del tutto affiatata e si creano litigi accesi nel nido è meglio per la durata della cova separare il maschio tramite separé o una gabbia vicina, possiamo reinserirlo alla nascita dei pulli e lasciarlo se non si creano altri litigi.

.

Torna a Link Rapidi

Ci sono poi casi, un po più rari ma non impossibili, in cui tutte le uova di una cova risultano non feconde. Anche se, come per la morte embrionale, è difficile stabilire una causa esatta possiamo comunque esaminare la situazione per cercare in caso di porvi rimedio. Uova non feconde possono capitare se la coppia non è riuscita ad accoppiarsi in maniera completa o nel modo giusto, oppure il maschio è sterile.

Nel primo caso può capitare per inesperienza dei soggetti, o perché non sono abbastanza affiatati o tranquilli, è importante quindi che siano in un ambiente sereno e abbiano il tempo di entrare in sintonia.

Tuttavia un cattivo accoppiamento potrebbe anche essere causato dalla gabbia e dal tipo di posatoi che si usano. I classici a metà non offrono spesso la giusta stabilità di cui hanno bisogno le cocorite nell’atto dell’accoppiamento, mentre i posatoi interi (e cioè che appoggiano alla gabbia sia da un lato che dall’altro) sono più fermi e offrono quindi maggiore stabilità. Facciamo anche attenzione di non posizionarli troppo vicini alla pareti della gabbia altrimenti le cocorite si sentirebbero scomode trovandosi per esempio con la coda piegata.

Nel secondo caso, se il maschio è sterile, possiamo supporlo dopo svariati tentativi in cui le uova sono sempre non feconde, e soluzione più ovvia sarebbe quella di cambiare maschio ma, parlando più in termini affettivi che logici, se la coppia sta bene insieme e se allevate solo per passione è un peccato separarli, se si era preso in considerazione di avere altre cocorite allora lasciamo che la coppia viva lo stesso insieme e felice e magari per la riproduzione compriamo direttamente una nuova coppia.

Faccio inoltre una raccomandazione, se la prima cova da esito negativo per uova non buone, nel secondo tentativo facciamo una speratura preventiva in modo che se risultino di nuovo tutte chiare, e cioè non feconde, si possano togliere subito ed evitate cosi che la femmina si stanchi covando inutilmente.

In generale però, sia che le uova fossero non feconde, sia che non si siano schiuse per morte embrionale, dopo due cove consecutive anche senza pulli e quindi la femmina non ha fatto l’ulteriore fatica di svezzare dei piccoli, facciamo lo stesso una pausa perché fatica a parte la produzione delle uova consuma sostanze nutritive e se gli diamo il tempo di recuperarle senza produrne altre, avremo maggiori possibilità in seguito che deponga uova sane e forti, nonché di mantenere lei in salute.

.

Torna a Link Rapidi

Vediamo adesso i problemi che possono verificarsi dopo la nascita dei pulli, intervenire in tempo può fare la differenza. Va da se intanto che per riconoscerli dobbiamo controllare la regolare crescita dei pulli, quindi fare un rapido esame visivo per accertare che siano sani e normali, ma evitiamo, fintanto non ci sono problemi, di toccarli, per almeno i primi dieci giorni di vita ma possiamo dare un leggero tocco per accertarci che siano caldi, poi dobbiamo osservarli attentamente.

  • Un pullo sano ha un aspetto roseo o in alcuni casi giallastro, se il suo colore è più scuro quasi rossastro e i suoi movimenti sono molto lenti dando quasi un senso di immobilità questo indica che qualcosa non va, ma purtroppo intervenire su un pullo di pochi giorni è quasi impossibile, possiamo valutare se c’è qualcosa che stiamo sbagliando e sarebbe meglio rivolgersi ad un veterinario.

  • Intorno ai 9/10 giorni apriranno gli occhi, se questo non succede controlliamo che non ci sia nulla di anomalo e in tal caso rivolgiamoci al veterinario.

  • Importante anche il controllo delle feci dei , che in genere devono essere abbastanza compatte e asciutte, di colore verdastro o grigiastro o anche marroncino, se riscontriamo delle feci anomali, troppo molli e attaccate, di un colore giallino e sono così abbondanti e fangose tanto da sporcare in maniera evidente i pulli stessi è segno che c’è un problema alimentare o peggio ancora infettivo.
    Questo problema può risolversi cambiando alimentazione, eliminando il pastoncino comprato e dando una dieta più leggera che contrasti la diarrea, e ovviamente è necessario pulire a fondo il nido e i pulli.

    Consiglio però, solo se il nido è eccessivamente sporco, per contrastare l’insorgere di proliferazione batteri, di sostituirlo, è rischioso ma sarebbe più rischiosa un’infezione. Se poi il problema persiste è necessario rivolgersi ad un veterinario.

    Possono capitare anche casi più lievi in cui i pulli si sporcano perché il nido è piccolo e loro in molti, in quel caso, dopo aver pulito nifo e pulli, è utile aggiungere del materiale d’imbottitura, consiglio del tutolo di mais non aromatizzato, un materiale naturale e in genere ben accetto dalle cocorite, oppure del truciolato atossico apposito per animali.

    Anche la presenza di semi non digeriti nelle feci può significare problemi di digestione e occorre quindi cambiare alimentazione o rivolgersi al veterinario. Fate attenzione però a non scambiare i semi che cadono durante l’imbeccata a quelli non digeriti nelle feci.

  • Non ci devono essere le feci della madre nel nido, se succede vuol dire che la cocorita è stressata o qualcosa la infastidisce e può essere molto pericoloso per i pulli che si trovano così in un ambiente mal sano, è quindi necessario pulire e cercare di risolvere il problema, a volte anche in questo caso l’alimentazione è sbagliata, ed è consigliabile aggiungere del materiale di imbottitura.

  • Controllate che non ci sia troppa aria nel gozzo dei pulli, ovvero quella sacca sotto la gola che si gonfia quando vengono nutriti. Se il gozzo è pieno di cibo si vede e in genere ha un colore giallastro, a tratti si può intravedere qualche seme, mentre se c’è aria sembra un po’ un palloncino trasparente. Questo problema può anche essere fatale, l’aria si forma per la presenza del cibo che fermenta nel gozzo e può causare l’insorgere di un infezione batterica che porta alla stasi del gozzo e la conseguente morte del pullo. Un rimedio che ho trovato molto valido è quello di mettere 4/5 gocce di aceto di mele nel beverino, questo integratore ha un’azione disinfettante e va quindi ad uccidere gran parte dei batteri che contribuiscono a formare l’aria. Potrebbe anche essere utile un leggero massaggio del gozzo con le dovute accortezze, ma per sicurezza consiglierei di usare in ogni caso anche l’aceto. Se poi il problema non si risolve rivolgetevi quanto prima al veterinario. (L’aceto di mele è un ottimo integratore, anche non nel momento di cova, mettetene qualche goccia nel beverino almeno due o tre volte a settimana)

  • Controllate la crescita corretta del piumaggio, già quando nasce un pullo ha delle piccolissime piume bianche sul corpo, un piumino iniziale che man mano si sviluppa e si intensifica, se notiamo che durante la crescita che queste piume vengono a mancare, che ci sono piccole macchioline rosse, un piumaggio asimmetrico e irregolare vuol dire che qualcosa non va e uno o entrambi i genitori potrebbe picare i pulli. Per pica si intende quando vengono strappate le piume ai pulli, a volte a sangue e a volte arrivando anche ad ucciderli. Le cause possono essere varie, una mancanza di sali minerali o vitamina D3 e anche una scarsa tranquillità che aumenta lo stress e il nervosismo dei genitori portandoli ad attaccare i propri pulli. E’ importante quindi garantire la massima tranquillità alla coppia in cova e un’ottima alimentazione, lasciare sempre a disposizione osso di seppia e sali minerali, utile potrebbe essere anche un integratore di vitamine specifiche per la cova. Si può intervenire separando il genitore che pica dalla famiglia, se l’altro continua ad occuparsi della prole, tuttavia se sono entrambi o è solo la femmina a picare i pulli e questi sono ancora molto piccoli non è fattibile separarla, in quel caso consiglio di usare un prodotto specifico anti pica come il No-Pick spray della Oropharma. È una soluzione che va spruzzata direttamente sui pulli e rende cosi sgradevole per i genitori strappargli le piume risolvendo il problema pica. Questo spray può essere usato anche nei casi di autodeplumazione. Ovviamente bisogna ad ogni modo controllare che la madre continui a nutrire regolarmente i piccoli, altrimenti dobbiamo intervenire domani conseguenza.

.

Torna a Link Rapidi

  • Fate molta attenzione alla corretta postura del pullo, un altro problema abbastanza frequente e che non porta alla morte immediata ma rende comunque scarsa la qualità della vita di una cocorita è la divaricazione delle zampe, ovvero quando un pullo, in genere già dai primi giorni di vita, invece di stare nella classica posizione da seduto, con le zampette in una posizione chiusa o quasi, sta praticamente sdraiato a pancia in giù con le zampe aperte. All’inizio può essere una divaricazione leggera ma con il tempo possono diventare del tutto aperte, come potete vedere nella foto qui di seguito, e impedirgli di muovere i primi passi, cosa che possono fare già dopo le prime due settimane di vita. Curare il problema al meglio dipende non solo dalla gravità del caso ma anche e soprattutto dalla tempestività con cui si agisce, per questo bisogna intervenire il prima possibile, se avete dei dubbi, che uno o più dei vostri pulli abbia le zampe divaricate, mandatemi una foto: planetn@virgilio.it.

A sinistra pullo con evidente problema di divaricazione delle zampe, a destra un pullo con una postura normale

Tra le cause di questo problema c’è alle volte una cattiva alimentazione e soprattutto una mancanza di calcio ma alle volte è la femmina che per inesperienza o per una conca errata del nido, cioè assente o poco accentuata, può schiacciare i pulli fino a farli crescere tenendo nella posizione sbagliata le zampe, come potete vedere dalla foto qui accanto, ma anche un fondo del nido troppo liscio e quindi scivoloso per i piccoli, per cui sarebbe bene valutarlo in anticipo, in caso si può applicare una retina di plastica intorno alla conca o rigarlo in modo da renderlo grezzo e cosí le zampette dei pulli possono avere maggiore presa. È un problema serio che, se non corretto, porterà la cocorita a non riuscire più a chiudere le zampe e di conseguenza a non poter camminare e avere una vita normale. Questa condizione in genere si vede già dai primi giorni di vita ed è importante intervenire subito, consiglio di intervenire possibilmente nella prima settimana di vita o decimo giorno di età, al massimo entro le due settimane di vita, applicando un tutore. Aspettare troppo tempo potrebbe aumentare la gravità del caso e renderebbe più difficile la cura, superato il mese di età potrebbe essere proprio irrecuperabile. Laddove succedesse di essere in ritardo un tentativo si potrebbe comunque fare ma consiglio la massima cautela perché potrebbe essere più stressante e doloroso per il pappagallino, meglio magari rivolgersi al veterinario.

.

Torna a Link Rapidi

Per fare un tutore occorre procurarsi un pezzo di spugna (o gommapiuma, anche una spugnetta per il trucco potrebbe andar bene, ovviamente non usata) e tagliarne un rettangolo all’incirca di queste dimensioni: L 4 cm x P 2.50 cm x H 0.50cm, poi a seconda della grandezza del pullo si andrà a modificarlo. Fare sulla spugna due fori per le zampine, distanti circa 2 cm, più o meno a seconda della grandezza del pullo. Dopo di che aiutandoci con delle pinzette per tenere aperti i fori far passare al loro interno le zampine del pullo, una alla volta (fatevi aiutare da una seconda persona per tenere fermo e in posizione il pullo). Sistemate il tutore sopra il ginocchio e controllando che sia posizionato correttamente tra l’anca e il ginocchio stesso (come potete vedere in foto per intenderci). Infine controllate che le zampine siano ben allineate

Pullo con tutore in spugna

Il tutore deve essere portato per almeno due settimane, anche di più se la correzione non è del tutto buona, controllando giornalmente che il pullo stia bene e cambiando la spugna se serve.

Il tutore in spugna è la soluzione ideale per questo tipo di problema, ma non sempre è facile applicarlo, se non avete sicurezza non rischiate e rivolgetevi al veterinario. È purtroppo frequente che i pulli con il tutore in spugna devono essere poi cresciuti tramite allevamento a mano perché spesso mamma coco è infastidita dalla sua presenza e può iniziare a tirarlo con il rischio di romperlo e peggio ancora ferire il pullo o abbandonarlo.

.

Torna a Link Rapidi

In casi di complicazioni con il tutore in spugna e se la divaricazione delle zampe non è eccessiva o viene precocemente riconosciuta potrebbe essere utile e meno problematico usare un tutore alternativo.

In passato ho usato con successo un tutore in filo di lana, e specifico di lana, non un filo qualsiasi, deve essere spesso e morbido altrimenti col tempo potrebbe rigare e tagliare le zampine del pullo. Usate un colore neutro, tipo il beige o il rosa carne, che dia poco nell’occhio e può dare meno fastidio a mamma coco. L’utilizzo è molto simile al tutore in spugna, bisogna legare le zampette in modo che restino nella giusta posizione, procedendo in questo modo:

Tagliate due pezzi di filo, non troppo lunghi, ad ognuno fate un cappietto in cui inserire le zampette dei pulli, stringete i cappi facendo attenzione di lasciare qualche millimetro tra il filo e la zampa e facendo passare uno dei due fili per fare un nodo di sicurezza in modo che il cappio non si stringa da solo, cosi crescendo non gli darà molto fastidio. A questo punto prendete le due estremità dei cappi e legatele insieme al centro del corpo del pullo in modo che le zampe stiano alla giusta distanza, in modo da ottenere un risultato simili a quello con il tutore in spugna. Anche in questo caso sarà meglio farsi aiutare da un’altra persona che tenga il piccolo fermo e in posizione. Tagliate via gli eccessi di filo.

Questa operazione in realtà si può fare anche con un unico pezzo di filo ma io ho trovato più comodo e facile procedere in questo modo, inoltre, come detto prima, i due cappi assicurano che le zampette non siano legate troppo strette, è importante con un piccolo in crescita, altrimenti si rischia di bloccargli la circolazione sanguigna. La legatura va comunque controllata giornalmente e nel caso troppo stretta rifatta. Se la legatura è fatta bene e il problema è stato trattato nell’immediato questo tutore proprio come quello in spugna permetterà di correggere la postura del pullo.

In genere il filo viene tollerato meglio da mamma coco e quindi si può rimettere il piccolo nel nido controllando che lei non cerchi di toglierlo e che continui a nutrirlo regolarmente, se tutto procede bene potrà crescere tranquillamente con i suoi genitori e intanto le zampe torneranno ad una postura più normale. Anche in questo caso è bene che porti il tutore per almeno dieci giorni o due settimane, ma anche più se necessario.

.

Torna a Link Rapidi

Un’altra alternativa per fare un tutore possono essere i cerotti o i nastri kinesiologici, oppure anche il nastro isolante, piegato su se stesso in modo da coprire la parte adesiva che non deve andare a contatto con la pelle. Il procedimento è come per il filo, fate due strisce di nastro e applicatele alle zampette piegandole a metà, fissatele vicino alle zampe con un altro pezzetto di nastro in modo che il piedino non si sfili, stavolta con la parte adesiva facendo attenzione di non stringere troppo le zampe, poi prendete le due estremità dei nastri applicati e unitele portando le zampe nella posizione corretta, in questo caso, a differenza degli altri metodi, può essere più utile fissare il tutore sotto il ginocchio. Si potrebbe anche procedere facendo un unico anello con il nastro come potete vedere nel video seguente:

© video Dzana i Deni

Ad ogni modo a prescindere dal tipo di nastro che usate e come lo applicate, se fate un unico pezzo o due, dovete cercare di ottenere un risultato simile alle seguenti foto:

© immagine Jerome vlog

© immagine Mommy jessica vlog

Con questo tipo di tutore a fascia non sempre il pullo viene poi accettato di nuovo dalla madre, come detto prima bisogna controllare che lei non cerchi di romperlo, con il rischio anche di far male al pullo, e che continui ad alimentarlo, se succede una delle due cose bisogna toglierlo definitivamente dal nido e procedere con l’allevamento a mano.

C’è da dire che in commercio si trovano anche dei tutori in plastica, potete trovarli in alcuni pet shop, in genere con il nome di bracciale kanaryapo, ne esistono di diverse misure e quelle adatte per le cocorite sono da 3/4 mm. In sostanza sembrano una sorta di manette in plastica da mettere alle zampe e svolgono la stessa funzione della spugna, tuttavia essendo in plastica non sono sicura sulla comodità di questi tutori per i pulli, personalmente non li ho mai provati e li terrei come ultima spiaggia.

Ricordate poi che talvolta, a prescindere dal tipo di tutore, potrebbe essere difficile inizialmente per il pullo tenersi in piedi da solo, quindi è bene trovargli un supporto, tenerlo magari in una scatolina o con qualcosa vicino che gli faccia da appoggio, un esempio potete vederlo nel seguente video:

© Dr.Rachel Exotic Pet Vet

Ovviamente nei casi in cui con il tutore il piccolo inizialmente non riesce a reggersi da solo inutile provare a rimetterlo nel nido, è meglio procedere con l’allevamento a mano.

.

Torna a Link Rapidi

Quelle citate possono essere delle valide alternative per curare il pullo senza troppi problemi e in alcuni casi senza doverlo poi allevare a mano, le suggerisco per mia esperienza, per esperienza di altri allevatori e perché sono usate come vedete anche dai veterinari, ma ribadisco, se avete troppa paura, o se non riuscite a mettere nessun tipo di tutore o se il problema di divaricazione appare più grave, se vedete ad esempio che la posizione delle ossa delle anche sia proprio anomala, fate visitare il piccolo.

Ripeto anche che non si può non intervenire in un caso simile o aspettare che il pullo cresca troppo, se non si interviene in questa tenera età in cui le ossa si stanno ancora formando non si potrà fare più niente in futuro quando si saranno ormai calcificate. Se il pullo non acquista almeno in parte una postura corretta non potrà da grande stare sui posatoi, arrampicarsi e nei casi più gravi nemmeno camminare, oltre alle evidenti difficoltà potrebbe anche avere vita breve.

Sarebbe buona norma prendere tutte le precauzioni affinché il problema di divaricazione delle zampe non capiti, premesso che a volte è una problematica genetica, ma conta molto la preparazione alla cova con una corretta alimentazione dei soggetti e usando un nido adeguato che abbia quindi una buona conca e un fondo non troppo liscio che risulterebbe scivoloso per i pulli.

Un consiglio per ovviare al problema se volete far riprodurre una coppia a cui è già capitato di avere pulli con zampe divaricate è di accentuare la conca o se il fondo del nido è liscio applicare una rete in plastica che possa aiutare a fare presa, oltre a non far mancare mai l’osso di seppia ed eventualmente sali minerali con l’aggiunta di calcio. Ma se malgrado questo il problema si ripresenta è bene non far riprodurre più quella coppia.

Vi ricordo infine di non avere mai paura nel rivolgervi e chiedere aiuto al veterinario, quindi se vedete qualcosa di anomalo, qualcosa che per voi non è normale, o avete dei semplici dubbi chiedete.. un intervento tempestivo può fare la differenza e salvare la vita di un pullo.

Torna a Link Rapidi

Hai dubbi sull’argomento? Scrivimi tramite la pagina Contatti! 📧

Indietro

CocoriteLove ♡
Ti piace il mio sito? Condividilo ツ