Allevamento a mano ♨

Questa pratica può servire a salvare la vita di un pullo, ma non è un gioco!

Vorrei parlarvi in questa pagina dell’allevamento a mano, detto anche allo stecco, una pratica controversa per alcuni aspetti ma che in alcuni casi si rende necessaria. Ho preparato qui di seguito una guida dettagliata su come va fatto, ho imparato ed elaborato questa guida alcuni anni fa perché ho dovuto allevare io stessa a mano un pullo e a quei tempi di grande insegnamento mi furono le esperienze di altri allevatori e le indicazioni veterinarie, ho annotato tutto cercando di essere il più dettagliata possibile per poi scrivere con cura un resoconto, questa guida non è solo un insieme di regole ma anche di esperienza e considerazioni messe in pratica, e posso dire con un’ottima riuscita.

Questo tuttavia è un argomento per me molto delicato, non sono del tutto contraria ma nemmeno a favore dell’allavemanto a mano, o allo stecco che dir si voglia, sono contraria quando lo si usa con leggerezza o semplicemente per avere un pappagallino/cagnolino, in poche parole quando non è necessario, anche se apprezzo chi per lo meno in quel caso lo fa con serietà e quindi riducendo i rischi al minimo, tuttavia consiglio questa pratica solo se ce n’è una reale necessità, cioè quando è innegabilmente indispensabile e quindi per salvare la vita ad un pullo che è stato abbandonato, o che ha perso i suoi genitori o altre cause naturali in cui se non si interviene il pullo va incontro a morte certa.

Va detto però che anche l’allevamento a mano comporta dei rischi da non sottovalutare, non sempre si riesce a salvarle la vita di un pullo, soprattutto se è molto piccolo, ed è quindi estremamente importante che si seguano delle direttive specifiche come quelle riportate di seguito senza la minima variazione o superficialità.

Consiglio anche a chi non ha esperienza, sicurezza o manualità di rivolgersi al veterinario per spiegazione pratiche, solo per questo tipo di consulto non vi chiederà chissà quanto anzi potrebbe proprio non chiedervi nulla ma almeno avrete più chiaro in mente cosa dovrete fare, diminuendo ancora più i rischi per il pullo.

.DOVE E COME TENERE IL PULLO

Ipotizzando quindi che si è creata una situazione di pericolo bisogna provvedere con il separare il pullo o i pulli abbandonati o mal nutriti e creare una piccola nursery in cui potranno stare tranquilli durante lo svezzamento. D’altra parte è inutile lasciarli con i genitori se non li nutrono totalmente e anche perchè in alcuni casi potrebbero rifiutarli e diventare aggressivi verso di loro, picarli (ovvero beccarli e strappargli le piume, a volte anche a sangue). Come potrebbe essere rischioso lasciarli nel nido con fratelli più grandi che potrebbero schiacciarli prepotentemente.

Un nido alternativo può andar bene come nursery temporanea, avvolto poi in una coperta se ci troviamo in un periodo abbastanza freddo, avendo cura di lasciare un piccolo ricambio d’aria. Alcuni usano una scatola di cartone, dipende anche dall’ambiente in cui starà il pullo e dalla sua età, nonché dalle temperature del periodo, se già sono alte non c’è bisogno di coprirlo troppo, preciso che:

un pullo che ha un piumino ben sviluppato può star bene ad una temperatura anche di 23°-25°, ma sempre stando ben coperto. In assenza del piumino la situazione è più delicata e deve essere quindi più monitorata, senza piumino infatti il piccolo avrebbe bisogno di una vera e propria incubatrice, non avendo la mamma che lo scalda col calore del suo corpo, quindi ci si deve attrezzare creando una sorta di camera calda per mantenere una temperatura tra i 30-31° gradi.

Si possono usare lampade riscaldanti purchè tenute ad una distanza di sicurezza, questo dipende anche dal tipo di lampada e dalla potenza. Oppure una borsa dell’acqua calda da mettergli accanto, coperta per evitare perdite o scottature ma anche un calore improvviso eccessivo. Sarebbe buona norma controllare anche il tasso di umidità che non dovrebbe scendere al di sotto del 50%, per evitare che l’aria sia troppo secca, in tal caso vicino alla nursery si può lasciare una ciotolina con dell’acqua o se stiamo usando un nido in legno bagnare leggermente con un vaporizzatore una delle sue pareti.

Man mano che il pullo cresce e il piumaggio va a completarsi possiamo passare dalla camera calda ad una semplice nursery sempre ben coperta se fa abbastanza freddo e anche per farlo abituare gradualmente al cambio di temperatura.

Altra cosa importante è l’igiene, quindi a seconda della nostra nursery dobbiamo foderarla in modo da rendere la pulizia facile e veloce.. nel mio caso mettevo sul fondo della carta assorbente che cambiavo man mano che veniva sporcata, che credo sia la soluzione più pratica, così anche il pullo restava pulito, in ogni caso ci si può organizzare come ci si trova comodi, alcuni per esempio usano il truciolo di mais o di segatura atossico, l’importante è evitare di mettere materiali come grit o sabbiette, perché man mano che il piccolo cresce inizierà ad esplorare e assaggiare quello che gli capita a tiro e se ingerisce qualcosa di non idoneo può essergli anche fatale.

.COSA E COME DARE DA MANGIARE AL PULLO

Per nutrire il pullo occorre una formula per l’imbecco adeguata, io suggerisco il Nutribird A21 come da consiglio veterinario e perché per esperienza diretta e varie testimonianze mi sembra la più gradita dai pulli e anche completa a livello nutrizionale in quanto oltre a vitamine e minerali troviamo anche prebiotici, enzimi e un buon rapporto proteico, come da indicazioni di seguito:

Proteine grezze 21 % Grassi grezzi 8 % Ceneri grezze 6 % Cellulosa grezza 3 % Calcio 0,9 % Fosforo 0,6 % Metionina 0,53 % Sodio 0,2 % Magnesio 0,17 % Vitamina A 12.000 UI/kg Vitamina D3 1.500 UI/kg Vitamina E 80 mg/kg Vitamina K 3 mg/kg Vitamina B1 4 mg/kg Vitamina B2 16 mg/kg Vitamina B3 16 mg/kg Vitamina B6 6 mg/kg Vitamina B12 20 µg/kg Vitamina C 60 mg/kg Vitamina PP 80 mg/kg Acido folico 1,5 mg/kg Biotina 200 µg/kg Colina 1.000 mg/kg Lisina 1,15 % Threonina 0,80 % Triptofano 0,19 % Ferro 40 mg/kg Rame 10 mg/kg Manganese 100 mg/kg Zinco 80 mg/kg

Sembra anche ben digeribile rispetto ad altre, oltre ad essere anche più relativamente facile da trovare nei negozi per animali e se non la trovate nei negozi fisici sicuramente la potete trovare online, se serve pagando un po di più potete anche avere la spedizione veloce in 24h.

Se poi avete una grossa urgenza e non potete aspettare sicuramente ci sono delle formule alternative, consiglio di tenere presente i valori nutrizionali indicati per trovare e provarne un’altra altrettanto valida, e affidatevi in ogni caso a marche conosciute e certe.

Ad ogni modo mai e dico mai fare pappe fai da te.

Per preparare la pappa bisogna dosare la formula per l’imbecco con dell’acqua calda, il rapporto corretto è sempre specificato sulla confezione o eventuali fogli illustrativi della formula, per il nutribird deve essere:

1 parte di formula per l’imbecco e 2,5 (ovvero due e mezzo) di acqua

questo vuol dire che se mettiamo un misurino di pappa poi ne servono dello stesso misurino due e mezzo di acqua. Io in genere ho usato un misurino da cinque grammi ma va bene qualsiasi altro ne abbiate a disposizione, purché non troppo grande, sarebbe uno spreco, anche un cucchiaino potrebbe andare bene solo che lo trovo meno accurato del misurino e non lo consiglierei, se poi non usate o non avete a disposizione misurini potete regolarvi pesandola, se mettete un tot di pappa dovete mettere poi due volte e mezzo lo stesso tot di acqua), l’importante è farne una quantità che non sia troppo poca o viceversa perché tenete a mente che ogni avanzo va buttato, la pappa non si conserva ne si riscalda, va fatta sul momento ogni volta, è di fondamentale importanza. Considerate che un pullo dovrebbe mangiare almeno all’inizio 3 – 4 ml e crescendo ne potrà mangiare al massimo 8 ml, quindi per darvi un ulteriore misura per un pullo dovete preparare all’incirca 9 – 10 ml di pappa, un po di più per recuperare eventuali sprechi;

– questo dosaggio è per tutti i pulli dai 5 giorni di età in poi;

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– nel malaugurato caso in cui il pullo abbia meno di cinque giorni la pappa deve essere ancora più liquida, in quel caso seguite questo schema:

età pullo | dosi

giorno  | 1 parte formula/ 6 parti acqua

giorno  | 1 parte f / 5 parti a

giorno  | 1 parte f / 4 parti a

giorno  | 1 parte f / 3 parti a

c’è da dire però che questo è il caso peggiore perchè riuscire ad allevare a mano un pullo di pochi giorni e’ davvero arduo, difficilmente si riesce a salvargli la vita.. certo un tentativo va fatto e molto meglio in quel caso sarebbe farsi seguire da un veterinario.

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Tornando alla prepararzione della pappa, consiglio di usare l’acqua quasi bollente perchè dovrete mescolarla energicamente, facendo attenzione a non lasciare grumi, e in questo frangente un pò si raffredderà. Fate anche attenzione che non sia ne troppo densa ne troppo liquida, magari per errori di dosaggi tra formula e acqua, in quel caso meglio rifarla con più accortezza. Per farla mangiare al pullo è importante inoltre che non sia ne troppo calda ne troppo fredda, perchè se è troppo calda può ustionargli il gozzo provocandone la mortese è troppo fredda non la mangierà o può rischiare comunque la morte per congestione, quindi con un termometro per alimenti bisogna controllare che la pappa sia arrivata alla temperatura giusta che è di 39°, solo allora possiamo prelevarla.

La pappa va data con una siringa, ne vendono di apposite per uccelli oppure se proprio è un’emergenza e non ne trovate va bene anche una classica per uso umano, ovviamente togliendo l’ago. Alcuni riescono ad usare anche un cucchiaino con la punta stretta ma non sempre si riesce ad alimentarli bene in questo modo, potete provare, ma se il pullo e denutrito consiglio di non perdere troppo tempo in tentativi vari. La siringa va sterilizzata ad ogni pasto, quindi o ne prendete una nuova ogni volta o la sterilizzate nell’acqua bollente, io ad esempio facevo così.

Con la siringa prendete la pappa facendo attenzione di non aspirare anche l’aria, se vi accorgete di qualche bolla cercate di farla uscire o ripetete l’operazione, velocizzate il tutto per non far raffreddare troppo la pappa per i motivi sopra detti. Potete eventualmente tenere il bicchierino della pappa a bagno maria in un contenitore con acqua calda, in modo che la temperatura scenda più lentamente.

Sarebbe buona norma prima della prima imbeccata del giorno pesare il pullo per controllarne i progressi, se tutto procede bene il suo peso aumenterà di giorno in giorno, un pullo che si nutre bene può arrivare a pesare anche più di 40 gr, per poi riscendere verso il mese di età sui 35 gr, fino a stabilizzarsi intorno ai 40 gr.

Ora si procede col dare la pappa al pullo, che le prime volte non aprirà il becco molto volentieri perché non è abituato e non sa ancora che la siringa vuol dire pappa, in quel caso possiamo fare una leggerissima pressione sui lati del becco per invogliarlo ad aprirlo, ma mai spiengere con forza la siringasoprattutto se avete paura o timore fatelo fare a persone più sicure e tranquille o eventualmente come dicevo ad inizio pagina rivolgetevi ad un veterinario, non pensate di poter fare prove o che sia un gioco, ne va della vita del pullo.

Quando non si ha esperienza è difficile regolarsi ma ricordate di essere sempre delicati e mai forzati, sempre con delicatezza e dolcezza con una leggera spinta dovete muovere la siringa un pò su e giù come farebbe la mamma col becco, fate scendere con calma la pappa indirizzando il getto verso la parte destra dove si trova l’esofago.

Ci sono allevatori con una certa esperienza che svuotano velocemente la siringa nel gozzo del pullo ma a mio avviso è meglio procedere senza eccessiva fretta e seguendo un ritmo più naturale di ingestione. Una volta che il pullo avrà capito il meccanisco e avrà apprezzato la pappa vedrete che le imbeccate successive saranno molto più semplici e relativamente più veloci.

Fate attenzione anche alle quantità di pappa che date, come dicevo in precedenza in genere, soprattutto all’inizio non ne mangieranno molta, circa 3 o 4 ml (e non forzatelo se non ne vuole di più), ma man mano che il piccolo crescerà ne prenderà di più e potrebbe diventare un po ingordo,

è preferibile però non superare i 7 – 8 ml a pasto

altrimenti si rischia un sovrappeso nocivo per la sua salute, inoltre considerando che crescendo dovrà completare lo svezzamento dovrà familiarizzare anche con cibi solidi e se è troppo “pieno” non sarà molto invogliato.

Importante dopo l’imbeccata: fate un massaggio delicato al gozzo del pullo per aiutarlo a far uscire l’aria in eccesso, come per i bambini hanno bisogno in un certo senso di fare il ruttino. Questa operazione può essere effettuata anche durante l’imbeccata se possibile. E pulitelo con dolcezza dagli eventuali residui di pappa che gli sono colati addosso, potete aiutarvi sempre con dell’acqua tiepida. Queste attenzioni oltre a mantenere l’igiene del pullo rafforzeranno il legame tra voi e il piccolo che si sentirà anche rassicurato e appagato, nonchè amato dalla sua nuova “mamma”, quindi ne trarrà benefici fisici e psicologici aiutandolo a crescere meglio. Inoltre dopo la pappa un pullo desidera le coccole in questo modo potrà addormentarsi sereno.

.FREQUENZA DEI PASTI E ORGANIZZAZIONE TEMPO

Vediamo nello specifico quante volte al giorno un pullo deve mangiare, dipende dalla sua età:

prima dei 18 giorni di età – 6 imbeccate al giorno

dai 18 ai 20 giorni – 5 imbeccate

dai 20 ai 30 giorni – 4 imbeccate

dai 30 ai 40 giorni – 3 imbeccate

dai 40 ai 45 giorni – 2 imbeccate

dai 45 ai 50 giorni – 1 imbeccata

Le imbeccate vanno date sempre agli stessi orari prestabiliti e suddivisi con regolarità, non possiamo fare come capita o come ci pare o cambiare orari ogni giorno perché oltre a destabilizzarlo è un rischio per la sua salute, anche per questo dobbiamo capire che se si deve fare l’allevamento a mano la persona incaricata deve avere tempo e modo di rispettare la tabella che almeno per le prime settimane è molto impegnativa. Ma è importante per la salute del pullo e per dargli una routine corretta e controllare anche lo svuotamento del gozzo. Un esempio di partizione oraria potrebbe essere: 7.30 – 11.30 – 15.30 – 19.30 – 23.30 (ma se vi è più comodo potete cominciare alle sette, oppure alle otto, fermo restando che in quel caso non si finirà più alle 23 e 30 ma alle 23 nel primo caso o le 24 nel secondo), spero di aver reso l’idea, questo perché tra un pasto e l’altro deve essere possibilmente la stessa distanza, come sarebbe meglio non far passare più di otto ore dall’ultima imbeccata alla prima del giorno dopo.

Non preoccupatevi se per tutta la notte non prende imbeccate, è importante che almeno una volta al giorno il gozzo si svuoti completamente, per prevenire l’insorgere di batteri che potrebbero anche ucciderlo.

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A proposito di batteri se notiamo dopo le imbeccate che resta molta aria nel becco e nemmeno con i massaggi esce si può dare sempre tramite siringa un goccino di acqua tiepida a cui si è aggiunta una goccia di aceto di mele. Qualche goccia di acqua tiepida si può dare anche nel caso dovesse succedere che tra un’imbeccata e l’altra il gozzo non si svuota, a volte magari per colpa di una pappa troppo densa o mal amalgamata. Se però con tali rimedi non otteniamo risultati o se i problemi si ripresentano anche in seguito consiglio caldamente di far fare al pullo una visita di controllo.

Utile anche nel caso dovessero presentarsi anomalie nelle feci, ovviamente mangiando la pappa i bisognini dei pulli saranno abbastanza molli e di colore simile a quello che mangiano, ma se invece riscontriamo anomalie di colore o consistenza, magari eccessivamente liquide, dobbiamo consultare il veterinario.

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Man mano che il pullo cresce lasciate come riferimento la prima e l’ultima imbeccata e distanziate le altre, ad esempio riprendendo la partizione oraria di prima e togliendo un pasto può essere cosi: 7.30 – 13.30 – 17.30 – 23.30, e ancora per sole tre imbeccate si potrebbe fare invece: 7.30 – 15.30 – 23.30 e così via. Quando resterà da dare una sola imbeccata ovviamente resterà un solo orario, io usavo l’ultimo alla sera perchè a quell’età ormai il mio pullo mangiava altre cose durante il giorno e quasi non voleva più la pappa, ma per sicurezza ho voluto ultimare lo svezzamento al suo 50° giorno di età, alcuni usano invece la prima al mattino, in ogni caso quando iniziano a mangiare cibi solidi non forzateli a mangiare la pappa se vedete che non ne vogliono più.

.COSA FARE DURANTE LA CRESCITA DEL PULLO

Quando il pullo avrà raggiunto il 25° giorno di età si deve cominciare a lasciargli sempre a disposizione una spiga di panico e un pò di pastoncino all’uovo, io nel pastoncino aggiungevo anche dei semi per invogliarlo ad assaggiarli. Inizierà così a conoscere questi alimenti, familiarizzare con i semini e assaggiare il tutto. Non preoccupatevi se potrebbe ingerire i semi interi, ovviamente non sa ancora come sbucciarli ma non gli faranno male e pian piano imparerà apprezzandone sempre più il gusto.

Inizierà inoltre in questa fase ad essere più vispo e attivo, a gironzolare in esplorazione del suo nuovo mondo. E noi possiamo e dobbiamo stargli vicino il più possibile. Quando il suo piumaggio sarà completo, ad un mese circa, possiamo anche spostarlo in una gabbietta, sempre facendo attenzione a tenerlo ben coperto. In questo modo potrà iniziare a giocare in maniera più attiva ed allenarsi con arrampicate e piccoli voletti e inoltre non si annoierà e non si stresserà anche quando non possiamo stare con lui (il meno possibile si spera!).

Sarà anche possibile a questa età fargli conoscere altre cocorite e integrare gradualmente la sua dieta con altri alimenti fino a quando a svezzamento completato potrà mangiare quello che mangiano gli adulti.

Soprattutto per i meno esperti, approcciarsi con i primi voletti in casa del piccolo potrebbe essere problematico e non si potrebbe sapere cosa e come fare, quindi in merito vorrei aggiungere qualcosa. Innanzitutto non dovete incoraggiarlo o spingerlo a volare perché è un’azione che gli viene del tutto naturale e con i propri tempi, che possono variare da pullo a pullo, quindi, a meno che non abbia un problema fisico che ne richieda un particolare trattamento, imparare a volare è del tutto naturale, è l’istinto che li guida. Ma, ovviamente, il problema è che all’inizio le ali non sono abituate ed allenate al volo, quindi vedrete voli incerti, buffi e maldestri e incidenti di frenata ed atterraggio, per non parlare della direzione che non sarà facile per le prime volte bilanciare. È importante quindi che la stanza dove si alleneranno al volo sia messa in sicurezza, tende sui vetri per non farli andare a sbattere, via oggetti appuntiti e pericolosi, magari cuscini sulle superfici dure e soprattutto mani tese per seguirli e raccoglierli nelle cadute cercando di limitare i danni. Sembra impegnativo ma non ci metteranno molto ad affinare la tecnica e in pochi giorni potrete stare più tranquilli.

Ricordo inoltre che anche per gli uccelli adulti quando si lasciano volare in casa l’ambiente deve sempre essere messo in sicurezza e ci deve sempre essere qualcuno che vigila per ogni evenienza, e che stanze come bagno e cucina sono da evitare.

.CONSIDERAZIONI IMPORTANTI

Ricordatevi che una cocorita allevata a mano ha bisogno della nostra presenza costante e che, come tutte le coco, dobbiamo dargli anche la compagnia dei suoi simili, sono totalmente contraria a chi lascia una cocorita da sola, soffre, e non venite a dirmi che state 24 ore su 24 con lui perché non é umanamente possibile anche volendo, quindi prendetegli sempre una compagnia; 

Se volete allevare a mano solo per il piacere di farlo, anche se ripeto lo sconsiglio caldamente, almeno in quel caso abbiate l’accortezza di aspettate per lo meno che il pullo abbia circa 18/20 giorni, perchè tenete presente che non è semplice e sicuro che vada tutto bene e che basta il minimo errore per rischiare di ucciderlo, quindi le prime settimane di vita, che sono le più delicate, se non ci sono problemi lasciatelo con i suoi genitori.

Ma ripeto non fate l’allevamento a mano:

se non avete il giusto tempo a disposizione;

se non potete in seguito alla sua crescita stargli accanto nella giusta misura:

se non potete dargli la compagnia di altri suoi simili;

Il legame che si crea è un legame che durerà una vita, avranno sempre e comunque bisogno di voi, faranno parte della vostra famiglia e vi daranno tanto amore quanto voi ne darete a loro! E vorrei sottolineare che con amore, pazienza e costanza si può instaurare un bellissimo rapporto anche con pulli non allevati a mano, certo è diverso, non voglio metterlo in dubbio, ma può essere altrettanto bello e ancor più soddisfacente, tutto dipende da noi!

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