Allevamento a mano ♨

Questa pratica può servire a salvare la vita di un pullo, ma attenzione non è un gioco, ha i suoi rischi ed è impegnativa!

Vorrei parlarvi in questa pagina dell’allevamento a mano, detto anche allo stecco, una pratica controversa per alcuni aspetti ma che in alcuni casi si rende assolutamente necessaria. Ho preparato qui di seguito una guida dettagliata su come va fatto, ho imparato ed elaborato questa guida alcuni anni fa, perché ho dovuto allevare io stessa a mano un pullo. A quei tempi di grande insegnamento mi furono le esperienze di altri allevatori e le indicazioni veterinarie, ho annotato tutto cercando di essere il più dettagliata possibile per poi scrivere con cura un resoconto, questa guida non è solo un insieme di regole fondamentali ma anche di esperienza e considerazioni messe in pratica, e posso dire con un’ottima riuscita.

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Link Rapidi:

~ Dove e Come tenere il pullo

~ Cosa dare da mangiare al pullo

~ Come preparare la pappa per l’imbecco

~ Come dare la pappa al pullo

~ Quanta pappa dare al pullo

~ Frequenza pasti e Organizzazione tempo

~ Cosa fare durante la crescita del pullo

~ Considerazioni da tenere a mente sull’allevamento a mano

Questo tuttavia è un argomento per me molto delicato, non sono contraria all’allevamento a mano se lo si fa per salvare la vita ad un pullo, ma non sono favorevole se lo si fa con leggerezza, quando non è necessario e solo per avere un pappagallo/cagnolino senza considerare tutto il resto. Apprezzo ad ogni modo chi lo fa con serietà e quindi riducendo i rischi al minimo, tuttavia consiglio questa pratica solo se ce n’è una reale emergenza, cioè quando è innegabilmente indispensabile e quindi per salvare un pullo che è stato abbandonato, che ha perso i suoi genitori o altre cause naturali in cui se non si interviene andrebbe incontro a morte certa.

Va detto però che anche l’allevamento a mano comporta dei rischi da non sottovalutare, se non si presta attenzione la sopravvivenza del pullo non è sempre garantita, soprattutto se è molto piccolo, ed è quindi estremamente importante che si seguano delle direttive specifiche come quelle riportate qui di seguito, senza la minima variazione o superficialità.

Consiglio inoltre, soprattutto a chi non ha esperienza, sicurezza o manualità di rivolgersi al veterinario per spiegazione pratiche, solo per questo tipo di consulto non vi chiederà chissà quanto anzi potrebbe proprio non chiedervi nulla ma almeno avrete più chiaro in mente cosa e come dovrete fare, diminuendo ancora più i rischi per il pullo.

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DOVE E COME TENERE IL PULLO

Ipotizzando che si è creata una situazione di pericolo bisogna provvedere con il separare il pullo o i pulli abbandonati o mal nutriti e creare una piccola nursery in cui potranno stare tranquilli durante lo svezzamento. D’altra parte è inutile lasciarli con i genitori se non li nutrono totalmente e anche perché in alcuni casi potrebbero rifiutarli e diventare aggressivi verso di loro, picarli (ovvero beccarli e strappargli le piume, a volte anche a sangue). Come potrebbe essere rischioso lasciarli nel nido con fratelli più grandi che potrebbero schiacciarli prepotentemente.

Un nido alternativo può andar bene come nursery temporanea, avvolto poi in una coperta se ci troviamo in un periodo abbastanza freddo, avendo cura di lasciare un piccolo ricambio d’aria. Alcuni usano una scatola di cartone, dipende anche dall’ambiente in cui starà il pullo e dalla sua età, nonché dalle temperature del periodo, se già sono alte non c’è bisogno di coprirlo troppo, preciso che:

un pullo che ha un piumino ben sviluppato può star bene ad una temperatura anche di 23°-25°, ma sempre stando ben coperto. In assenza del piumino la situazione è più delicata e deve essere quindi più monitorata, senza piumino infatti il piccolo avrebbe bisogno di una vera e propria incubatrice, non avendo la mamma che lo scalda col calore del suo corpo, quindi ci si deve attrezzare creando una sorta di camera calda per mantenere una temperatura tra i 30-31° gradi.

Si possono usare lampade riscaldanti purché tenute ad una distanza di sicurezza, questo dipende anche dal tipo di lampada e dalla potenza. Oppure una borsa dell’acqua calda da mettergli accanto, coperta per evitare perdite o scottature ma anche un calore improvviso eccessivo. Sarebbe buona norma controllare anche il tasso di umidità che non dovrebbe scendere al di sotto del 50%, per evitare che l’aria sia troppo secca, in tal caso vicino alla nursery si può lasciare una ciotolina con dell’acqua o se stiamo usando un nido in legno bagnare leggermente con un vaporizzatore una delle sue pareti.

Man mano che il pullo cresce e il piumaggio va a completarsi possiamo passare dalla camera calda ad una semplice nursery, sempre ben coperta se fa abbastanza freddo e anche per farlo abituare gradualmente al cambio di temperatura. Verso le quattro settimane di età si può spostare in una gabbietta se ne avete a disposizione una piccola, altrimenti potete aspettare.

Altra cosa importante è l’igiene, quindi a seconda della nostra nursery dobbiamo foderarla in modo da rendere la pulizia facile e veloce. Nel mio caso mettevo sul fondo della carta assorbente che cambiavo man mano che veniva sporcata, e credo sia la soluzione più pratica, così anche il pullo resta pulito, in ogni caso ci si può organizzare come ci si trova comodi, alcuni per esempio usano del tutolo di mais o della segatura atossica, l’importante è evitare di mettere materiali come grit o sabbiette, perché man mano che il piccolo cresce inizierà ad esplorare e assaggiare quello che gli capita a tiro e se ingerisce qualcosa di non idoneo può essergli anche fatale.

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COSA DARE DA MANGIARE AL PULLO

Per nutrire il pullo occorre una formula per l’imbecco adeguata, suggerisco il Nutribird A21 come da consiglio veterinario e perché per esperienza diretta e varie testimonianze mi sembra la pappa più gradita dai pulli, completa a livello nutrizionale, oltre a vitamine e minerali troviamo anche prebiotici, enzimi e un buon rapporto proteico, come da indicazioni di seguito:

Proteine grezze 21 % Grassi grezzi 8 % Ceneri grezze 6 % Cellulosa grezza 3 % Calcio 0,9 % Fosforo 0,6 % Metionina 0,53 % Sodio 0,2 % Magnesio 0,17 % Vitamina A 12.000 UI/kg Vitamina D3 1.500 UI/kg Vitamina E 80 mg/kg Vitamina K 3 mg/kg Vitamina B1 4 mg/kg Vitamina B2 16 mg/kg Vitamina B3 16 mg/kg Vitamina B6 6 mg/kg Vitamina B12 20 µg/kg Vitamina C 60 mg/kg Vitamina PP 80 mg/kg Acido folico 1,5 mg/kg Biotina 200 µg/kg Colina 1.000 mg/kg Lisina 1,15 % Threonina 0,80 % Triptofano 0,19 % Ferro 40 mg/kg Rame 10 mg/kg Manganese 100 mg/kg Zinco 80 mg/kg

Trovo che il nutribird sia anche la pappa meglio digeribile rispetto ad altre, oltre ad essere anche più facile da trovare nei negozi per animali, se avete un solo pullo da svezzare a seconda dell’età potrebbe bastare uno o due barattoli piccoli. Se non la trovate nei negozi fisici sicuramente la potete trovare online, se serve, su alcuni siti, pagando un po di più potete anche avere la spedizione veloce in 24h.

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Vi ricordo inoltre che:

I MIEI CONSIGLI D’ACQUISTO SI BASANO SU PRODOTTI CHE USO, CHE HO USATO O CHE MI SONO STATI RACCOMANDATI DA VETERINARI O ALTRI ALLEVATORI; NON SONO IO A VENDERE QUESTI PRODOTTI PER TANTO SE INTERESSATI ALL’ACQUISTO VI INVITO A VISIONARE LE CONDIZIONI DI VENDITA DELLO SHOP IN QUESTIONE.

Se poi avete una grossa urgenza e non potete aspettare sicuramente potete trovare delle formule alternative, consiglio però di tenere presente i valori nutrizionali indicati per trovane un’altra altrettanto valida, e affidatevi in ogni caso a marche conosciute. Se poi con il tempo l’allevamento con un pappa diversa da problemi (è capitato spesso) fate in modo di procurarvi il nutribird senza provarne altre.

Ad ogni modo mai e dico mai fare pappe fai da te.

La formula per l’imbecco non è un semplice pastone e non possiamo farla in maniera casalinga. È un preparato speciale, come il latte in polvere per neonati per intenderci, deve essere quindi ben bilanciato, dosato e controllato, va assolutamente comprato un prodotto specifico.

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COME PREPARARE LA PAPPA PER L’IMBECCO

Vediamo ora come prepararla.

Per preparare la pappa bisogna dosare la formula per l’imbecco con dell’acqua calda, il rapporto corretto è sempre specificato sulla confezione o eventuali fogli illustrativi della formula, per il nutribird deve essere così:

1 parte di formula per l’imbecco e 2,5 (ovvero due e mezzo) di acqua

– questo dosaggio è per tutti i pulli dai 5 giorni di età in poi.

questo vuol dire che se mettiamo un misurino di pappa poi ne servono dello stesso misurino due e mezzo di acqua.

Io ho usato inizialmente un misurino da due grammi e poi man mano che il pullo mangiava di più un misurino da cinque grammi, ma va bene qualsiasi altro ne abbiate a disposizione, purché non troppo grande, sarebbe uno spreco, anche un cucchiaino potrebbe andare bene solo che lo trovo meno accurato del misurino e non lo consiglierei, se poi non usate o non avete a disposizione misurini potete regolarvi pesandola, se mettete un tot di pappa dovete mettere poi due volte e mezzo lo stesso tot di acqua, l’importante è farne una quantità che non sia troppo poca o viceversa perché tenete a mente che ogni avanzo va buttato, la pappa non si conserva ne si riscalda, va fatta sul momento ogni volta, è di fondamentale importanza.

Considerate che un pullo dovrebbe mangiare almeno all’inizio 3 – 4 ml e crescendo ne potrà mangiare al massimo 8 ml, quindi per darvi un ulteriore misura per un pullo dovete preparare all’incirca 9 – 10 ml di pappa, un po’ di più per recuperare eventuali sprechi.

– nel malaugurato caso in cui il pullo abbia meno di cinque giorni la pappa deve essere ancora più liquida, in quel caso seguite questo schema:

età pullo | dosi

giorno  | 1 parte formula/ 6 parti acqua

giorno  | 1 parte f / 5 parti a

giorno  | 1 parte f / 4 parti a

giorno  | 1 parte f / 3 parti a

Questo è il caso peggiore perchè riuscire ad allevare a mano un pullo di pochi giorni e’ davvero arduo, difficilmente si riesce a salvargli la vita, ma certo un tentativo va fatto e molto meglio in quel caso sarebbe farsi seguire da un veterinario.

Capito il dosaggio per preparare la pappa procedete cosi:

1 stepmettete a scaldare l’acqua, possibilmente di bottiglia se non avete una buona e sicura acqua del rubinetto, e toglietela dal fuoco quando avrà iniziato a bollire.

2 stepaggiungete la giusta quantità d’acqua alla giusta dose di pappa, vi ricordo un misurino di pappa e due e mezzo di acqua, e mescolate energicamente finché non sarà diventata una crema omogenea.

È importante usare l’acqua bollente perché dovrete mescolarla energicamente facendo attenzione a non lasciare grumi, e in questo frangente un po’ si raffredderà, ma non troppo. Fate anche attenzione che non sia ne troppo densa ne troppo liquida, magari per errori di dosaggi tra formula e acqua, in quel caso meglio rifarla con più accortezza.

Per farla mangiare al pullo è importante inoltre che non sia ne troppo calda ne troppo fredda, perché se è troppo calda può ustionargli il gozzo provocandone la mortese è troppo fredda non la mangerà o può rischiare comunque la morte per congestione, quindi con un termometro per alimenti bisogna controllare che la pappa sia arrivata alla temperatura giusta che è di 39°, solo allora possiamo prelevarla. Devo dire che malgrado l’uso del termometro io non mi sentivo sicura nel dare la pappa al pullo se prima non la testavo anche sul mio polso o su una parte sensibile del braccio, deve essere molto calda ma non scottare.

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COME DARE LA PAPPA AL PULLO

La pappa va data con una siringa, ne vendono di apposite per uccelli ma va bene anche una classica, consiglio al massimo da 5ml, per uso umano, ovviamente togliendo l’ago. Alcuni riescono ad usare anche un cucchiaino con la punta stretta ma non sempre si riesce ad alimentarli bene in questo modo, potete provare, ma se il pullo e denutrito consiglio di non perdere troppo tempo in tentativi vari. La siringa va sterilizzata ad ogni pasto, quindi o ne prendete una nuova ogni volta o la sterilizzate nell’acqua bollente, io ad esempio facevo così.

Con la siringa prendete la pappa facendo attenzione di non aspirare anche l’aria, se vi accorgete di qualche bolla cercate di farla uscire o ripetete l’operazione, velocizzate il tutto per non far raffreddare troppo la pappa per i motivi sopra detti. Potete eventualmente tenere il bicchierino della pappa a bagno in un contenitore con acqua calda, in modo che la temperatura non scenda troppo.

È buona norma prima della prima imbeccata del giorno pesare il pullo per controllarne i progressi, se tutto procede bene il suo peso aumenterà di giorno in giorno, un pullo che si nutre bene può arrivare a pesare anche più di 40 gr, per poi riscendere verso il mese di età sui 35 gr, fino a stabilizzarsi intorno ai 40 gr, dipende anche dalla taglia.

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Ora si procede col dare la pappa al pullo, che le prime volte non aprirà il becco molto volentieri, perché non è abituato e non sa ancora che la siringa vuol dire pappa, in quel caso possiamo fare una leggerissima pressione sui lati del becco per invogliarlo ad aprirlo, ma mai spingere con forza la siringasoprattutto se avete paura o timore fatelo fare a persone più sicure e tranquille o eventualmente come dicevo ad inizio pagina rivolgetevi ad un veterinario, non pensate di poter fare prove o che sia un gioco, ne va della vita del pullo.

Quando non si ha esperienza è difficile regolarsi ma ricordate di essere sempre delicati e mai forzati, sempre con delicatezza e dolcezza con una leggera spinta dovete muovere la siringa un po’ su e giù come farebbe la mamma col becco, fate scendere con calma la pappa indirizzando il getto verso la parte destra dove si trova l’esofago.

Ci sono allevatori con una certa esperienza che svuotano velocemente la siringa nel gozzo del pullo ma a mio avviso è meglio procedere senza eccessiva fretta e seguendo un ritmo più naturale di ingestione. Una volta che il pullo avrà capito il meccanismo e avrà apprezzato la pappa vedrete che le imbeccate successive saranno molto più semplici e relativamente più veloci.

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QUANTA PAPPA DARE AL PULLO

Man mano che il piccolo crescerà mangerà più pappa e potrebbe diventare un po ingordo, fate attenzione alle quantità di pappa che date, come dicevo in precedenza in genere, soprattutto all’inizio, non ne mangeranno molta, circa 3 o 4 ml (e non forzatelo se non ne vuole di più), l’importante è che sia nutrito a sufficienza, per capirlo sarebbe bene fare una pesatura pre e post imbeccata del pullo, anche perché a volte il gozzo può sembrare ben pieno ma magari c’è anche dell’aria.

Un pullo per essere nutrito a dovere deve mangiare almeno il 10/15% di pappa in rapporto al suo peso, ovvero, se prima di mangiare un pullo pesa 20 gr per essere nutrito a dovere deve mangiare almeno 2-3 grammi di pappa (cioè il 10/15% di 20), quindi se al termine dell’imbeccata pesa 22-23 gr ha mangiato il necessario per restare in salute, di meno sarebbe un problema perché potrebbe rallentare la sua crescita o peggio ancora causargli la morte per malnutrizione, potrebbe invece mangiarne un po’ di più, fermo restando che:

è sempre preferibile non superare i 7 – 8 ml a pasto.

Altrimenti si rischia un sovrappeso nocivo per la sua salute, inoltre considerando che crescendo dovrà completare lo svezzamento dovrà familiarizzare anche con cibi solidi e se è troppo “pieno” non sarà molto invogliato.

Importante dopo l’imbeccata: fate un massaggio delicato al gozzo del pullo per aiutarlo a far uscire l’aria in eccesso, come per i bambini hanno bisogno in un certo senso di fare il ruttino. Questa operazione può essere effettuata anche durante l’imbeccata se possibile. E pulitelo con dolcezza dagli eventuali residui di pappa che gli sono colati addosso, potete aiutarvi sempre con dell’acqua tiepida. Queste attenzioni oltre a mantenere l’igiene del pullo rafforzeranno il legame tra voi e il piccolo che si sentirà anche rassicurato e appagato, nonché amato dalla sua nuova “mamma”, quindi ne trarrà benefici fisici e psicologici aiutandolo a crescere meglio. Inoltre dopo la pappa un pullo desidera le coccole in questo modo potrà addormentarsi sereno.

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FREQUENZA DEI PASTI E ORGANIZZAZIONE TEMPO

Vediamo nello specifico quante volte al giorno un pullo deve mangiare, dipende dalla sua età:

prima dei 18 giorni di età – 6 imbeccate al giorno

dai 18 ai 20 giorni – 5 imbeccate

dai 21 ai 30 giorni – 4 imbeccate

dai 31 ai 40 giorni – 3 imbeccate

dai 41 ai 45 giorni – 2 imbeccate

dai 46 ai 50 giorni – 1 imbeccata

Le imbeccate vanno date sempre agli stessi orari prestabiliti e suddivisi con regolarità, non possiamo fare come capita o come ci pare o cambiare orari ogni giorno perché oltre a destabilizzarlo è un rischio per la sua salute, anche per questo dobbiamo capire che se si deve fare l’allevamento a mano la persona incaricata deve avere tempo e modo di rispettare la tabella che almeno per le prime settimane è molto impegnativa. Ma è importante per la salute del pullo e per dargli una routine corretta e controllare anche lo svuotamento del gozzo.

Personalmente ho adottato questa partizione oraria e credo sia un buon esempio, partendo da sei imbeccate al giorno potete dividere gli orari cosi:

7.30 – 10.30 – 13.30 – 16.30 – 19.30 – 23.30

Per cinque imbeccate al giorno:

7.30 – 11.30 – 15.30 – 19.30 – 23.30

Se vi è più comodo potete cominciare alle sette, oppure alle otto, fermo restando che poi non si finirà più alle 23 e 30 ma alle 23 nel primo caso o le 24 nel secondo. Spero di aver reso bene l’idea, tra un pasto e l’altro deve esserci possibilmente la stessa distanza, se varia deve variare di poco, come sarebbe bene non far passare più di otto ore dall’ultima imbeccata alla prima del giorno dopo.

Non preoccupatevi se per tutta la notte non prende imbeccate, è importante che almeno una volta al giorno il gozzo si svuoti completamente, per prevenire l’insorgere di batteri che potrebbero anche ucciderlo.

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A proposito di batteri se notiamo dopo le imbeccate che resta molta aria nel gozzo e nemmeno con i massaggi esce si può dare sempre tramite siringa un goccino di acqua tiepida a cui si è aggiunta una goccia di aceto di mele. Qualche goccia di acqua tiepida si può dare anche nel caso dovesse succedere che tra un’imbeccata e l’altra il gozzo non si svuota, a volte magari per colpa di una pappa troppo densa o mal amalgamata. Se però con tali rimedi non otteniamo risultati o se i problemi si ripresentano anche in seguito consiglio caldamente di far fare al pullo una visita di controllo.

Utile anche nel caso dovessero presentarsi anomalie nelle feci, ovviamente mangiando la pappa i bisognini dei pulli saranno abbastanza molli e di colore simile a quello che mangiano, ma se invece riscontriamo anomalie di colore o consistenza, magari eccessivamente liquide, dobbiamo consultare il veterinario.

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Man mano che il pullo cresce inizierà a mangiare di più quindi le imbeccate vanno distanziate, altrimenti il gozzo non si svuoterebbe abbastanza. Lasciate in ogni caso sempre fisse, come riferimento, la prima e l’ultima imbeccata e distanziate le altre, ad esempio riprendendo la partizione oraria di prima e togliendo un pasto, per quattro imbeccate potrà essere cosi:

7.30 – 13 – 18 – 23.30

A volte a questa età potrebbe capitare che un pullo faccia ancora fatica a mangiare altro e tolta un’imbeccata si innervosisca e la chieda con forza, in quel caso, se lo vedete proprio affamato, rimettete l’imbeccata tolta per qualche altro giorno, e quindi slittate un po la scaletta delle imbeccata. Poi proseguite come da regola togliendo un’imbeccata e poi a suo tempo un’altra, per sole tre imbeccate si potrà fare:

7.30 – 15.30 – 23.30

E poi si prosegue con due imbeccate al giorno che potete dividere così:

7.30 – 23.30 anche se alcuni pulli a questa età alla prima imbeccata del mattina hanno più voglia di volare e farsi coccolare che mangiare, in quel caso consiglio di dividere gli orari cosi 11.30 – 23.30.

Quando resterà da dare una sola imbeccata ovviamente resterà un solo orario, personalmente ho preferito lasciare l’ultimo alla sera, le 23.30, perché a quell’età ormai il pullo dovrebbe mangiare altre cose durante il giorno e se cosi non fosse deve essere invogliato a farlo, inoltre lasciando l’ultima imbeccata siamo sicuri che se anche ha mangiato poco durante il giorno si sazierà la sera e dormirà più tranquillo, c’è anche da dire che alcuni pulli a quell’età quasi non vogliono più la pappa, ma per sicurezza è sempre bene ultimare lo svezzamento fino al 50° giorno di età

Pulli precoci e pulli tardivi

Va detto però che completare lo svezzamento entro i 50 giorni non è sempre possibile, molto dipende anche dal pullo. Alcuni sono precoci e già dopo il mese di età mangiano bene oltre la spiga e il pastone all’uovo anche i semi o gli estrusi, in quel caso può capitare che non voglia più la pappa e se cosi fosse non preoccupatevi e non forzateli a mangiare, dategli solo l’ultima imbeccata della sera per essere certi che abbia mangiato a sufficienza e fatelo in ogni caso fino ai 50 giorni di età.

Al contrario, come dicevo in precedenza, ci possono essere pulli che fanno fatica a staccarsi dalla pappa e diminuire le imbeccate non è semplice, si può arrivare ai 50 giorni che ancora prendono tre o due imbeccata, per questi pulli, diciamo tardivi, lo svezzamento richiederà più tempo e potrebbe finire intorno ai 60/70 giorni, so di alcuni pulli che persino a tre/quattro mesi ancora richiedono la pappa, come vi dicevo fin tanto che non siamo sicuri che mangi abbastanza è importante dargli l’imbeccata prima di andare a dormire, allo stesso tempo cercate durante il giorno di invogliarli a mangiare i cibi solidi, fate pastoni casalinghi, provate varie cose perché è importante che diventi autonomo.

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COSA FARE DURANTE LA CRESCITA DEL PULLO

Quando il pullo avrà raggiunto il 25° giorno di età si deve cominciare a lasciargli sempre a disposizione una spiga di panico e un po’ di pastoncino all’uovo, io nel pastoncino aggiungevo anche dei semi e degli estrusi per invogliarlo ad assaggiarli. Inizierà così a conoscere questi alimenti, familiarizzare con i semini e assaggiare il tutto. Non preoccupatevi se potrebbe ingerire i semi interi, ovviamente non sa ancora come sbucciarli ma non gli faranno male e pian piano imparerà apprezzandone sempre più il gusto.

Inizierà inoltre in questa fase ad essere più vispo e attivo, a gironzolare in esplorazione del suo nuovo mondo. E noi possiamo e dobbiamo stargli vicino il più possibile. Quando il suo piumaggio sarà completo, ad un mese circa, possiamo anche spostarlo in una gabbietta, sempre facendo attenzione a tenerlo ben coperto. In questo modo potrà iniziare a giocare in maniera più attiva ed allenarsi con arrampicate e piccoli voletti e inoltre non si annoierà e non si stresserà anche quando non possiamo stare con lui (il meno possibile si spera, soprattutto se è un pullol solo).

Sarà anche possibile a questa età fargli conoscere altre cocorite e integrare gradualmente la sua dieta con altri alimenti fino a quando a svezzamento completato potrà mangiare quello che mangiano gli adulti.

Soprattutto per i meno esperti, approcciarsi con i primi voletti in casa del piccolo potrebbe essere problematico e non si potrebbe sapere cosa e come fare, quindi in merito vorrei aggiungere qualcosa. Innanzitutto non dovete incoraggiarlo o spingerlo a volare perché è un’azione che gli viene del tutto naturale e con i propri tempi, che possono variare da pullo a pullo, quindi, a meno che non abbia un problema fisico che ne richieda un particolare trattamento, imparare a volare è del tutto naturale, è l’istinto che li guida. Ma, ovviamente, il problema è che all’inizio le ali non sono abituate ed allenate al volo, quindi vedrete voli incerti, buffi e maldestri e incidenti di frenata ed atterraggio, per non parlare della direzione che non sarà facile per le prime volte bilanciare. È importante quindi che la stanza dove si alleneranno al volo sia messa in sicurezza, tende sui vetri per non farli andare a sbattere, via oggetti appuntiti e pericolosi, magari cuscini sulle superfici dure e soprattutto mani tese per seguirli e raccoglierli nelle cadute cercando di limitare i danni. Sembra impegnativo ma non ci metteranno molto ad affinare la tecnica e in pochi giorni potrete stare più tranquilli.

Ricordo inoltre che anche per gli uccelli adulti quando si lasciano volare in casa l’ambiente deve sempre essere messo in sicurezza e ci deve sempre essere qualcuno che vigila per ogni evenienza, e che stanze come bagno e cucina sono da evitare.

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CONSIDERAZIONI IMPORTANTI

Ricordatevi che una cocorita allevata a mano ha bisogno della nostra presenza costante e che, come tutte le cocorite, dobbiamo dargli anche la compagnia dei suoi simili, sono totalmente contraria a chi lascia una cocorita da sola, soffre, e non venite a dirmi che state 24 ore su 24 con lui perché non è umanamente possibile anche volendo, quindi prendetegli sempre una compagnia; 

Se volete allevare a mano solo per il piacere di farlo, anche se ripeto lo sconsiglio caldamente, almeno in quel caso abbiate l’accortezza di aspettate per lo meno che il pullo abbia circa 18/20 giorni, perché tenete presente che non è semplice e sicuro che vada tutto bene e che basta il minimo errore per rischiare di ucciderlo, quindi le prime settimane di vita, che sono le più delicate, se non ci sono problemi lasciatelo con i suoi genitori.

Ma ripeto non fate l’allevamento a mano:

se non avete il giusto tempo a disposizione;

se non potete in seguito alla sua crescita stargli accanto nella giusta misura:

se non potete dargli la compagnia di altri suoi simili;

Il legame che si crea è un legame che durerà una vita, avranno sempre e comunque bisogno di voi, faranno parte della vostra famiglia e vi daranno tanto amore quanto voi ne darete a loro! E vorrei sottolineare che con amore, pazienza e costanza si può instaurare un bellissimo rapporto anche con pulli non allevati a mano, certo è diverso, non voglio metterlo in dubbio, ma può essere altrettanto bello e ancor più soddisfacente, tutto dipende da noi!

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